Il Territorio Unito per la Sicurezza sul Lavoro

Firmato il 4 luglio in Provincia il Protocollo d’Intesa per la Sicurezza dei Luoghi di Lavoro. Erano presenti, oltre al presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, il Prefetto di
Treviso, Vittorio Capocelli, e l’assessore provinciale alla Salute e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, Michele Noal, i rappresentati di Inail, Inps, Direzione Provinciale del Lavoro, Vigili del
Fuoco, Ufficio Scolastico Provinciale, Arpav, Camera di Commercio, Ulss 7, Ulss 8, Ulss9, Associazione Costruttori Edili, Artigianato Trevigiano – Casartigiani, Conferederazione Italiana
Agricoltori, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Confederazione Nazionale Artigianato, Lega Cooperative, Unascom – Confcommercio, Confagricoltura, Unindustria,
C.G.I.L., C.I.S.L., U.I.L., Anmil. Tutti questi Enti fanno parte del Tavolo Provinciale per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (coordinato dalla Provincia) che di fatto, con questo protocollo,
darà avvio a numerose azioni concrete con un minimo comun denominatore: la formazione.

Nel ringraziare i rappresentanti delle istituzioni intervenuti alla firma del protocollo, il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, ha espresso l’augurio «che alle
Province venga data ufficialmente la delega sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, così come era stato stabilito dalla legge 123 del 2007, ora venuta a mancare con un ritorno di tale
competenza alla Regione. Ma la Provincia ha sempre svolto il suo ruolo di ente coordinatore di un territorio di vasta area e il protocollo di quest’oggi che sottintende la messa in rete di
tutti gli attori istituzionali e privati ne è un esempio lampante. La Regione non può continuare a ragionare pensando alla centralità, perché
il risultato è quello di far lavorare gli altri enti nell’incertezza. Oggi partono le azioni concrete programmate nel nostro Tavolo Provinciale, a partire dall’osservatorio per
avere dati certi confrontabili».

«La nostra è una provincia che fa squadra, che lavora in aggregazione – ha detto Capocelli – Lo si è sempre visto, tant’è che siamo il primo
territorio per numero di iniziative per quanto riguarda le criticità sociali».

All’assessore Michele Noal il compito di spiegare i contenuti del protocollo: «Il Tavolo provinciale della Sicurezza sui luoghi di lavoro esiste da tempo, inserito a pieno diritto
nel Piano Strategico della provincia di Treviso. Nel corso degli ultimi anni si sono aggiunte nuove istituzioni territoriali. Con la sottoscrizione di oggi vogliamo rinnovare il rapporto di
lavoro, includendo ufficialmente anche i nuovi arrivati. Ma non solo, vogliamo dare avvio concretamente alle azioni e ai progetti analizzati e discussi coralmente in precedenza. Parlo di
progetti come quello sulla Sicurezza di Marca che prevede un’azione decisa di prevenzione diretta in azienda, grazie all’apporto sostanzioso dell’Inail. L’ente inaugura così una
nuova linea d’intervento fondata essenzialmente sulla prevenzione. In pratica verranno prima vivisezionati una serie di casi d’incidenti sul lavoro già avvenuti: dalle
modalità d’intervento, alle condizioni che hanno portato all’infortunio, alle responsabilità e conseguenze, etc. Tutto ciò per individuare le
problematiche e poterle così prevenire in altre circostanza simili. Inoltre punteremo sulla formazione, a partire dalle scuole per l’infanzia. Perché bisogna introdurre
la cultura della sicurezza fin dalla tenera età».

Nello specifico Elda Ferrari, direttore dell’Inail di Treviso, ha spiegato il progetto di prevenzione «presentato a Roma, che introduce la figura professionale del
«preventore». In pratica si tratta di andare in azienda e assieme al lavoratore e al datore di lavoro analizzare nel dettaglio l’infortunio avvenuto e capire quali
sono le circostanze che hanno portato all’incidente, anche quelle al di fuori del luogo di lavoro. Contemporaneamente l’incidentato avrà un supporto anche psicologico oltre che
medico. L’obiettivo da raggiungere è quello di insegnare ad abbandonare i comportamenti a rischio. Nel contempo, creeremo una banca dati con le informazioni riguardanti le diverse
tipologie d’infortunio».

Documento allegato:
protocollo d’intesa Treviso

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