AVVIATO PROGETTO DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
2 Luglio 2008
Un progetto di cooperazione internazionale rivolto soprattutto ai Paesi africani da dove proviene il maggior flusso di immigrati clandestini, per scoraggiare di intraprendere questa pericolosa
avventura. Lo propone Pietro Francesco Toselli, consigliere regionale di Forza Italia, con un’interrogazione alla Giunta regionale depositata a palazzo Lascaris.
«La Regione – dice Toselli – intrattiene da anni rapporti di collaborazione con molti Paesi in via di sviluppo, contribuendo a numerose iniziative di carattere socio-economico.
Secondo me è il momento che nell’ambito di questi progetti siano inserite attività volte ad aprire gli occhi a chi, facendosi ingannare da falsi miraggi, tenta di
venire clandestinamente in Italia o in Europa, pagando cifre altissime per un viaggio che purtroppo a volte si conclude tragicamente. E comunque arrivando da noi in condizioni difficilissime di
sopravvivenza, divenendo preda della delinquenza, dello sfruttamento, del traffico di droga».
Toselli prende spunto dalla realizzazione di spot e documentari, già attuata in Spagna e anche in altri Paesi, per rappresentare la realtà in cui vivono i clandestini.
«La stessa Unione Europea – prosegue l’esponente azzurro – qualche mese fa ha co-finanziato una simile iniziativa. E’ stato realizzato e trasmesso in Nigeria uno spot televisivo in
cui si vede un giovane africano in una cabina telefonica di una nazione europea. Il ragazzo dice al padre che la sua nuova vita è bella, ha trovato un’ottima sistemazione e si
è iscritto all’Università . Ma le immagini che scorrono durante la telefonata mostrano la vera situazione, che è ben diversa da quella raccontata: da mattina
a sera per strada a chiedere l’elemosina. Credo che uno spot simile, promosso dalla Giunta dovrebbe essere diffuso presso le comunità con cui la Regione stessa collabora, inviando
anche un gruppo di esperti, sociologi e mediatori culturali, che spieghino la reale situazione della clandestinità . Forse così si riuscirebbe a frenare il flusso di
disperati sui gommoni verso le nostre coste».




