Il Soave guarda al mercato e rilancia la ricerca

Il Soave guarda al mercato e rilancia la ricerca

By Redazione

Conclusa la fase di studio dedicata alla zonazione viticola e alla relativa modifica delle regole di produzione, e terminato il lavoro di approfondimento raccolto nelle pubblicazioni “Un
paesaggio Soave”, “Il Soave oltre la Zonazione” e “I grandi cru del Soave”, parte ora una nuova fase di ricerca, destinata a privilegiare gli aspetti più legati alla diversificazione ed
alla caratterizzazione produttiva.

La nuova progettualità si distingue per una virtuosa integrazione tra alcune autonome azioni di studio attivate dal Consorzio di Tutela del Soave sull’identità storico produttiva
della garganega ed un più complesso piano di ricerca sviluppato in sinergia con “Territori diVini” nell’ambito dei Contratti di Filiera sostenuti dal Ministero per le Politiche Agricole e
Forestali. Protagonisti di questa nuova fase, unitamente agli agronomi ed enologi del Consorzio del Soave, sono il CIRVE (Centro Interdipartimentale di ricerca Viticola Enologica) coordinato dal
prof. Vasco Boatto, l’Università degli Studi di Padova, l’Università degli Studi di Verona, il Centro di Ricerca Viticola di Conegliano e il Centro di Ricerca Viticola di
Asti.

Ogni linea di ricerca ha un proprio responsabile che coordina tutte le attività svolte dai gruppo di lavoro. Si tratta quindi di uno studio incrociato che punta a sostenere il
miglioramento tecnologico qualitativo della denominazione. Il progetto si propone di analizzare le differenti fasi del sistema produttivo al fine di raggiungere un perfezionamento complessivo
della filiera stessa. Quattro sono le aree di studio su cui si stanno sviluppando i lavori: identità e caratteristiche enologiche della Garganega; produzione di vini bianchi stabili;
sviluppo e miglioramento dei vini ottenuti dall’appassimento della Garganega; analisi della viticoltura di precisione.

Identità e caratteristiche enologiche della Garganega

Questa fase di studio vede protagonista l’Università degli Studi di Padova con un pool di ricerca coordinato dal prof. Andrea Curioni. Semplificando, il progetto, oltre che definire le
più intime caratteristiche dell’uva garganega, in termini di elementi minerali, polifenoli e proteine, va ad evidenziare, oltre ad una dettagliata analisi degli aromi propri di questa
varietà, anche tutte le attività enzimatiche che si sviluppano nel corso della fermentazione – sviluppando un quadro dettagliato delle caratteristiche della garganega, una vera e
propria carta di identità che consentirà alle aziende di interpretare al meglio queste peculiarità per vini sempre più competitivi sul mercato.

Stabilità dei vini bianchi

L’Università degli Studi di Verona invece, a partire dal vino, approfondirà lo studio della stabilità dei vini bianchi. Il processo di stabilizzazione importantissimo,
soprattutto nei bianchi, garantisce al prodotto di mantenere costanti nel tempo le sue caratteristiche originali. Al centro dell’azione di ricerca i fenomeni ossidativi e la stabilità
proteica, elementi fondamentali per vini più longevi.

Appassimento

Sempre il gruppo di studio dell’Università di Verona, coordinato dal prof. Roberto Ferrarini, affronterà poi l’analisi del quadro fenologico dell’uva garganega, messa ad appassire.
Solo i migliori grappoli di garganega sono destinati alla produzione di Recioto di Soave Docg in base alla tecnica, tutta veronese, dell’appassimento che determina una resa delle uve del 40%
rispetto al loro peso iniziale. Con questo studio si porrà quindi l’attenzione sulla variazione delle sostanze aromatiche in questa delicata fase che varia tra i due e i cinque mesi.

Viticoltura di precisione

Rappresenta l’avanguardia nell’avanguardia. Con questo progetto coordinato dal professor Claudio Giulivo, docente di Viticoltura alla facoltà di Agraria di Padova e dal professor Andrea
Pitacco, docente di Interazioni vegetazione-atmosfera alla facoltà di Agraria di Padova, il Consorzio di Soave intende monitorare alcune aree sensibili della denominazione e di seguire il
lavoro in vigna di ogni singolo produttore socio, grazie al ricorso a immagini satellitari. Questo sistema in particolare fornirà immediati riscontri in merito allo stress idrico nei
vigneti, durante i momenti più critici dell’estate, e in relazione ad eventuali problemi fitosanitari, ed alle dinamiche produttive.

«Il progetto di ricerca che abbiamo deciso di sottoscrivere – sottolinea Arturo Stocchetti, Presidente del Consorzio di Soave – rappresenta una risposta
immediata e concreta alla sfida che ci viene oggi lanciata dalle numerose produzioni enologiche estere. E’ il mercato mondiale che richiede vini con precisi requisiti. Quando parliamo di Soave
dobbiamo sempre ricordare che siamo di fronte a tante espressioni produttive che però rispondono sempre ad uno stile unico. Per questo motivo siamo pronti oggi, a partire dall’elevato
livello qualitativo che abbiamo raggiunto in dieci anni di duro lavoro, a rimetterci in gioco con questi nuovi importanti studi».

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