Il Senato approva la Finanziaria

E anche questa volta niente spallata: con 161 sì, 157 no il Senato ha approvato una Finanziaria da 11,7 miliardi e, per una volta, l’ago della bilancia non è stato rappresentato
dai senatori a vita; l’unico esponente della maggioranza a non dare voto favorevole, infatti, è stato Turigliatto (Prf), mentre Bordon ha annunciato il sì, aggiungendo che “non
esiste più una vera e propria maggioranza politica” e che d’ora in poi deciderà volta per volta sui singoli provvedimenti.

Alla fine anche il Lambertow si è concluso con il sì alla Finanziaria, ma Dini, che è stato l’ultimo a prendere la parola, ha ribadito che è necessario “superare
rapidamente l’attuale quadro politico, perchè questo governo non appare adatto ad attuare una politica in grado di invertire il declino economico e civile del Paese”.
Bordon e Dini, dunque, si trovano sulla stessa lunghezza d’onda e questo potrebbe confermare le voci che circolano sulla possibile nascita di una nuova coalizione che leghi i Liberaldemocratici
a Bordon, Manzione, Pallaro ed altri: “Io non sono interessato ad un posto di governo- ha specificato Dini – Anche se me lo offrissero, rifiuterei. Quello a cui sono interessato in questo
momento è portare avanti il progetto politico del partito liberaldemocratici”. “La cosa importante – ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio – è che questo nuovo gruppo si basi
su un progetto politico omogeneo, non sono interessato a un’armata Brancaleone”.
Dopo il sì alla Finanziaria, dunque, si guarda già oltre e c’è chi, come Veltroni, già pensa al 2008: secondo il leader del Pd, infatti, si aprirà “una nuova
stagione di riforme che consentano all’Italia di uscire dal tunnel”.
Soddisfazione per l’approvazione della manovra e del collegato in prima lettura e senza fiducia, poi, è stata espressa dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano, che ha
auspicato l’apertura di reali “prospettive positive di dialogo e di confronto”.

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