Il Presidente dell’Inail Sartori presenta ai sindacati le linee guida sul piano di industrializzazione

Il Presidente dell’Inail Sartori presenta ai sindacati le linee guida sul piano di industrializzazione

A poco più di cinque mesi dal suo insediamento, il presidente dell’INAIL, Marco Fabio Sartori – insieme al direttore generale, Alberto Cicinelli- ha illustrato ai sindacati le linee
portanti del futuro piano industriale dell’Istituto, inviato anche ai ministeri del Lavoro e dell’Economia e alla Presidenza del consiglio. “Si tratta di una proposta coerente con il mandato
commissariale e che responsabilizza tutte le parti sociali”, ha detto Sartori, “puntando alla costruzione di un grande polo della sicurezza e della salute caratterizzato, da una parte, da
un’offerta di servizi più efficienti a favore della comunità e, dall’altra, da un contenimento dei costi e da una riduzione degli sprechi”.  

Le organizzazioni sindacali sono state invitate adesso a formulare le proprie valutazioni. “Una scelta di apertura che rappresenta un tratto caratterizzante di questa presidenza”, ha continuato
Sartori, ” e, insieme, l’opportunità concreta di contribuire alla sintesi finale di un piano che resta, per legge, di competenza dei vertici dirigenziali dell’Istituto e del
governo”. 

L’asse fondamentale del piano è rappresentato, dunque, dallo sviluppo di un grande polo della sicurezza e della salute che comprenda tutti gli attori istituzionali strategici in materia.
A partire da Ispesl.

Secondo Sartori – che ha sottolineato come la scelta delle modalità di governance resti appannaggio della politica – “il miglioramento delle prestazioni generali e degli standard
qualitativi si tradurrà operativamente lungo quattro aree tematiche: prevenzione, cura, riabilitazione/reinserimento e tutela assicurativa”. 

Un cammino, non ha nascosto il presidente dell’INAIL, che per certi aspetti ha il sapore di una sfida. “Dobbiamo cercare di potenziare in ogni modo tutti gli asset e le eccellenze interne, che
rappresentano il grande patrimonio di questo Istituto: dalle nostre pubblicazioni, di grande interesse scientifico, alle risorse disponibili per la ricerca”, ha ribadito. “Pensiamo anche alla
promozione di brevetti INAIL: le potenzialità per farlo ci sono”. 

Altro punto essenziale della strategia è la valorizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare dell’Istituto. “Dobbiamo tornare a investire: attività che per l’INAIL ha un
esclusivo valore sociale. In un momento congiunturale difficile come quello che l’Italia sta attraversando, sarebbe un segnale anti-ciclico importante”, valuta Sartori. Per farlo, il piano
industriale prevede la promozione di uno strumento specifico: una società per la gestione del risparmio “che ci faccia fare un salto di qualità e nella quale convogliare, innanzi
tutto, gli immobili a reddito. La natura privata del fondo consentirebbe più snellezza operativa, ma la proprietà resterebbe comunque al 100% dell’INAIL”. 

Altri punti cruciali del piano, infine, sono un rapporto più stretto e sinergico con le aziende – in particolare le piccole e medie imprese, caratterizzate da un più alto rischio
infortunistico – e il potenziamento della presenza territoriale dell’istituto. In questo particolare ambito il campo di intervento potrebbe essere rappresentato da un ripensamento generale
dell’attuale rete dei Centri operativi territoriali. Al momento i Cot sono 62: una presenza che potrebbe diventare – pur a fronte di razionalizzazioni – più capillare magari se
organizzata, là dove possibile, in collaborazione con privati (dalle associazioni ai patronati).  

Il piano, infine, non prevede esuberi di personale e sarà operativo nel giro del prossimo triennio. “Lo sviluppo delle sinergie con gli altri istituti – per esempio, le future case del
welfare – e le possibili concentrazioni funzionali del polo sicurezza permetteranno notevoli risparmi di spesa e un forte recupero di efficienza”, ha concluso Sartori. “Nel medio e lungo
periodo, infatti, i costi di struttura diminuiranno sensibilmente e potranno essere realizzati interventi virtuosi sia per quanto riguarda la gestione patrimoniale che immobiliare. Da questo
punto di vista, il contributo dell’INAIL – sul totale dei 3,5 miliardi di risparmi attesi dal governo nei prossimi dieci anni dall’intero sistema previdenziale del Paese – potrebbe essere
significativo. Senza compromettere, ma anzi incrementando notevolmente, la qualità dei servizi per i cittadini”.

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