Il pianeta Terra ha una mappa in più

WASHINGTON – E’ la prima mappa terrestre che rende visibili le particolarità – o meglio le anomalie – magnetiche del pianeta, una miriade di nuove informazioni che per anni sono
state raccolte e secretate dagli archivi dei centri di monitoraggio di tutto il mondo e che adesso, per la prima volta, diventano disponibili al pubblico.

La realizzazione della mappa è stata possibile grazie al lavoro di un team di ricerca internazionale – lo IAGA (International Association of Geomagnetism and Aeronomy) – e al
monitoraggio di un satellite costruito da russi e tedeschi, che è stato in orbita per cinque anni, a partire dal 2001. I dati sono stati raccolti attraverso il National Geophysical Data
Center. Sotto questa mappa c’è anche la firma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), sotto il coordinamento del fisico Massimo Chiappini. L’INGV ha infatti elaborato
sia i dati dell’area nel Mediterraneo che quelli in Antartide.

La mappa potrà essere usata per molteplici scopi. Oltre allo studio del magnetismo, permetterà di misurare con precisione lo spessore dei vari strati che compongono la Terra, fino
a una profondità di decine di chilometri. Una possibilità mai conosciuta dalla scienza prima d’ora. Si potranno ad esempio individuare le aree con maggiore quantità di
minerali e capire il tipo di risorse che si cela sotto ogni territorio terrestre. La mappa permetterà anche di analizzare le falde acquifere del sottosuolo e le aree anomale che ancora
attendono una spiegazione, con risvolti positivi per il futuro delle aree sismiche o a rischio di maremoti.

Le anomalie magnetiche sono provocate da disfunzioni delle rocce lungo la costa terrestre. Ci sono voluti anni di negoziazione per far sì che governi e istituzioni rendessero pubblici
questi dati: gli scienziati adesso sperano nell’utilizzo della mappa per conoscere più a fondo la composizione geologica e l’evoluzione futura del nostro pianeta.

La mappa, tecnicamente World Digital Magnetic Anomaly Pap (WDMAP), è stata messa a disposizione dalla Commissione per la mappatura geologica della Terra. Il coordinatore degli studi
geologici, dottor Derek Fairhead, spiega che “Il progetto è il risultato di decenni di lavoro della IAGA. Siamo molto fieri del risultato”.

Ma come si leggono i suoi colori? Il rosso e i toni caldi in generale indicano alte anomalie. I colori freddi invece problematiche di lieve entità. Il team di ricerca sta già
lavorando alla seconda edizione della mappa: finora sono stati utilizzati i dati del National Geophysical Data Center, ma ci sono altre fonti cui attingere. Che permetteranno di rendere lo
studio ancora più approfondito, particolareggiato e, quindi, utile.

Ma non solo: secondo alcuni esperti, le anomalie magnetiche hanno un certo effetto sulla salute dell’uomo. Molte patologie – spiegano – sono aggravate o determinate da perturbazioni del
magnetismo terrestre, insieme ad altri fattori ambientali. Tali anomalie determinano le cosiddette zone di stress tellurico, causando quelle che sono definite “geopatie”. Le quali
comprenderebbero una lunga serie di disfunzioni, dalla semplice emicrania alla stanchezza cronica, da alterazioni della funzionalità degli organi colpiti e del sistema immunitario a vere
e proprie patologie croniche e degenerative.

(4 novembre 2007)

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