Tutankhamon morì andando a caccia

LONDRA – Nessuna congiura di palazzo, né oscura malattia che ne aveva colpito la salute cagionevole. A uccidere Tutankhamon, il faraone-fanciullo che regnò in Egitto oltre
tremila anni fa, fu una brutta caduta dal cocchio durante una battuta di caccia nel deserto. Sembra così risolto il mistero che ha affascinato generazioni di scienziati ed archeologi,
che hanno speculato per anni sull’improvvisa scomparsa del sovrano della XVIII dinastia a soli 19 anni.

Fin dalla scoperta della tomba, intatta con il suo tesoro – uno dei ritrovamenti più spettacolari della storia dell’archeologia – ad opera di Howard Carter, nel 1922, si è cercato
di capire che cosa avesse causato la morte di «Tut» in così giovane età. Una radiografia della mummia condotta nel 1968 aveva rivelato un rigonfiamento alla base del
cranio, suggerendo che il faraone fosse stato ucciso da un colpo alla testa. Ma studi più recenti, con una Tac, hanno individuato una brutta frattura alla gamba sopra al ginocchio, che
potrebbe aver portato ad un avvelenamento del sangue letale. Ora nuove prove indicano che la frattura sarebbe stata procurata durante una battuta di caccia sul cocchio.

Ne è convinto anche uno degli studiosi egiziani più famosi di Tutankhamon, che illustra la sua tesi in un nuovo documentario che andrà in onda questa settimana in Gran
Bretagna, riporta oggi l’Independent, proprio alla vigilia dell’apertura di una mostra a Londra che esporrà le suppellettili trovate nella sua tomba, la « KV62», prima
esibizione sul tema da 35 anni a questa parte. «Non fu ucciso, come molti pensano. Ebbe un incidente mentre cacciava nel deserto. Cadendo dal cocchio si procurò la frattura alla
gamba sinistra: sono convinto che sia morto per questo» dice lo studioso, Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio Supremo delle antichità egiziano.

La scoperta demolisce l’immagine finora diffusa del giovane sovrano, appassionato protettore delle arti e restauratore del culto di Amon: quella di un ragazzo debole, tenuto al riparo da ogni
tipo di rischio e fatica fisica. Nuove analisi sui cocchi ritrovati nella tomba del faraone hanno rivelato che il loro uso non era solo ornamentale: erano infatti consumati in più punti,
e sicuramente erano stati usati. Fra gli arredi funerari sono stati anche ritrovati abiti speciali, fatti apposta per correre sul cocchio: corsetti rinforzati all’altezza degli organi
addominali, per evitare danni da scossoni in velocità. L’ultima prova viene dalla decorazione floreale che ornava il collo di Tutankhamon: fiordalisi e biancospini freschi, da cui si
può dedurre il periodo in cui il sovrano morì. Poiché i fiori furono raccolti tra la metà di marzo e la metà d’aprile, e il processo di mummificazione
durò almeno 70 giorni, questo significa che Tutankhamon probabilmente morì tra dicembre e gennaio, nel pieno della stagione della caccia.

(22 ottobre 2007)

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