Il Parrozzo, dolce dei contadini ma gradito al poeta

Il Parrozzo, dolce dei contadini ma gradito al poeta

Il parrozzo nasce nel 1920 per merito del pasticciere pescarese Luigi D’Amico.

La fonte d’ispirazione fu il pane dei poveri, fatto con farine gialle di poco pregio e crostato nei forni per durare più a lungo. D’Amico imitò il giallo della
farina con le uova, mentre la copertura di cioccolato ricorda la bruciatura.

Il parrozzo nasce nel 1920 per merito del pasticciere pescarese Luigi D’Amico.

La fonte d’ispirazione fu il pane dei poveri, fatto con farine gialle di poco pregio e crostato nei forni per durare più a lungo. D’Amico imitò il giallo della
farina con le uova, mentre la copertura di cioccolato ricorda la bruciatura.

Nel nome il dolce ricorda la sua genesi: parrozzo deriva da pane rozzo, dove l’aggettivo rozzo è sinonimo di origini rustiche ma anche di schiettezza e di sincerità

D’Amico chiese all’amico D’Annunzio, frequentatore del locale, di provare la sua nuova creazione: il poeta apprezzò tanto da onorare la pietanza con un sonetto
dialettale, La Canzone del parrozzo:

“E’ tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè,

c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove,

la terre grasse e lustre che se coce…

e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…”.

Al dolce viene spesso abbinato un altro prodotto locale, l’Aurum, liquore al gusto di arancio con gradazione alcolica medio-alta (40°). Il nome della bevanda, ancora una
volta, è attribuito a D’Annunzio che decise di omaggiarne così le presunte origini romane: aurum deriva da aurantium, il termine latino per arancia.

Al parrozzo è associato il pan dell’orso, dolce simile ma con l’aggiunta di burro e miele nell’impasto.

La Ricetta:

Ingredienti:

100 gr di farina per dolci o di semolino o farina di mais

100 gr di mandorle con la buccia

5 uova intere più un tuorlo

150 gr di zucchero

2 cucchiai da cucina di olio extra vergine di oliva

La buccia grattugiata di un limone o di un’arancia (secondo gusto preferito).

Un pizzico di sale fino

Decorazione:

150 gr di cioccolato fondente

Esecuzione: 

In un robottino da cucina tritare le mandorle intere e la buccia dell’agrume gradito fino ad una consistenza farinosa.

In una terrina battere i tuorli e lo zucchero,  aggiungere la farina prescelta, le mandorle tritate e l’olio.

Montare gli albumi a neve, con un pizzico di sale fino, e riunire i due composti.

Versare il tutto in uno stampo a cupola imburrato e spolverato con un po’ di farina (quel tanto che ne rimane attaccata al burro messo all’interno dello stampo).

Mettere in forno già caldo a 180° per 40/45 minuti (non aprire il forno prima di 35/38 minuti).

Lasciar raffreddare il dolce, poi, con un pennello da cucina, stendere un velo di cioccolato fondente, sciolto a bagno maria, su tutta la superficie esterna.

Matteo Clerici/Redazione Newsfood.com

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