Il paragone “Spumante e Champagne” non esiste e ogni similitudine non ha ragione di esistere.

Il paragone “Spumante e Champagne” non esiste e ogni similitudine non ha ragione di esistere.

By Redazione

Giampietro Comolli commenta l’articolo “Champagne francese a K.O.”
E fa il punto sulle bollicine che ormai, come tutti prodotti, devono confrontarsi con la globalizzazione dei mercati.
Il mercato ormai lo fa il consumatore, grazie -o per colpa- dell’informazione in tempo reale, della interattività che dà sempre più consapevolezza ed autorità al
singolo, o meglio,  alla collettività virtuale di appartenenza del singolo.

Ma, come tutte le rivoluzioni epocali, internet può essere osteggiato/ignorato oppure affrontato e “cavalcato” per coglierne le immense opportunità.
Questo articolo di Giampietro ne è una prova: in pochi minuti viene “preso” da Google che lo segnalerà in tempo reale a chi farà ricerche inerenti all’argomento trattato.
Le Key Words. E chiunque, da tutto il mondo potrà leggere e ribattere scrivendo un commento con le proprie opinioni.

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Giuseppe Danielli

(Ecco cosa dice Giampietro)
Valdobbiadene (TV), 24 gennaio 2010
Giampietro Comolli (Altamarca): economista enologo esperto dei vini con le bollicine.

Caro direttore, ti ringrazio dell’invito, che accolgo con onore.
Riconfermo quanto sostenuto che il paragone “Spumante e Champagne” non esiste e ogni similitudine non ha ragione di esistere.
Men che meno parlare di “spumante italiano”.
Ho tentato in 5 anni di direzione del Forum di far crescere  ” cultura, passione, destagionalizzazione, ricerca, vocazione, sistema Italia” per i vini ottenuti con presa di spuma, lasciando
proprio perdere ogni riferimento e paragone, men che meno classifiche e graduatorie, entro le bollicine di casa nostra e anche con le bolle straniere.
Bollicine, un termine anch’esso banale, un escamotage, generico, forse solo intrigante, anche ben capito all’estero.
Diversi sono gli articoli della migliore stampa americana e anglosassone che a fine 2009 hanno parlato di … bubbles’ battle!!  
E’ un falso problema cercare di denominare o volere accomunare tutto il comparto con un solo termine merceologico: oggi l’Italia ha individualità produttive  assolute
indipendentemente dalla collettività.
Per esempio La Scolca a Gavi ( http://www.scolca.it ) e territorio-produttori che puntano insieme su una denominazione unica come Franciacorta  ( http://www.franciacorta.net )  che
possiamo definire “la risposta italiana ai cugini francesi”, e come dovranno fare fra breve i produttori di Prosecco Doc e come hanno fatto, e devono riconfermare e rilanciare, i
produttori di Asti docg.

Ribadisco che il ministro Luca Zaia ha sintetizzato, con due parole, anni di indecisioni, di giochetti alla mosca cieca e di ipotesi unitarie di metodo, di macroarea.
Ribadisco, però anche, che un grande momento di confronto nazionale e internazionale unitario fra Italia, Spagna, Francia deve essere concepito, magari grazie all’impegno
del nostro Ministro.
In piccolo già nel 1999 avevo organizzato in Franciacorta un incontro, ma poi nessuno ha più proseguito il discorso. 
Sono 2,6 miliardi le bottiglie consumate nel mondo.
Eppure assistiamo – come in tutto il mondo e come per tutte le tipologia dei vini – ad un calo di consumi e di prezzi.
Più contenuto per il Cava (-10% che veniva da un 2008 strepitoso con 225 milioni di bottiglie) soprattutto grazie ai consumi in Germania e Sud America; più evidente per lo
Champagne (mediamente fra nazionale ed export circa -19% dei volumi spediti e -40% dei valori medi sempre fra vendita nazionale ed export 2009.
L’Italia cresce ancora e molto bene soprattutto grazie al Prosecco Spumante, oggi anch’esso con un territorio-produttori ben definito ed una piramide di qualità fra Docg e doc che
dovrà essere spiegata molto bene.

Il Comitato Interprofessionale di Champagne negli ultimi mesi dell’anno 2009 ha dimostrato una capacità e prontezza decisionale formidabile e ha scelto la strada dell’intervento
chirurgico: forte riduzione delle rese di vendemmia per calmierare le giacenze esistenti (i giornali francesi nazionali parlano di circa 1,3 miliardi di bottiglie) e per confermare il
prezzo delle uva vendemmia 2009, passate da 190 quintali ettaro a 140, per ridurre il tiraggio da 400 milioni di bottiglie a 260 milioni circa.
Drastico intervento in prospettiva, anche per rispondere alla forte richiesta di riduzione dei prezzi al consumo (i dati del 22 gennaio 2010 riportati da Newsfood.com sono un esempio
concreto).
Dal mio osservatorio (fondato nel 1992) il calo dei prezzi mondiali dipende proprio dal fatto che il numero di consumatori di bollicine oltre un certo prezzo sono fortemente diminuiti, oltre
il 50%; dai prezzi dei vini francesi riportati, sul mercato francese, il calo è superiore o all’incirca del 40%.
Era sbagliato il prezzo di prima o quello di oggi?
Certi vini avevano scalato le cifre del prezzo sull’onda di una economia speculativa e di “bolle”?
In inglese anche queste sono “Bubbles”, seppur borsistiche e bancarie.
Credo che si possa auspicare che la riduzione di prezzo abbia ridotto i margini di guadagno di tutta la filiera, e sia sufficiente per soddisfare il prezzo-obiettivo che oggi tutti i
consumatori hanno nella testa.
Per una utilitaria si è disposti a spendere solo meno di 9000 euro, per una buona bottiglia di vino intorno a 8-10 euro, eccezionalmente 14-18 per i grandi marchi.
Il consumatore ha risposto alla sua maniera alla crisi generale e alla crisi individuale.
I francesi non si sono fatti scrupoli, da ottimi commerciali più che produttori: andiamo incontro al consumatore, indipendentemente dalla critiche.
In Italia, eccetto eccezioni ben note, il prezzo medio di ottime bottiglie di vino è sempre stato del 15-25% in meno, pariteticamente, a quelle francesi.
Questo gap che ci ha penalizzato, oggi se ben motivato con la  qualità e la origine, può essere il nostro cavallo di battaglia e aprire sempre più nuovi mercati.
Anche per quelle bollicine che all’estero trovavano difficoltà fino a ieri.
Andiamo a parlare al singolo consumatore, riprendiamo la strada della valigia girando il mondo.   
 
Giampietro Comolli per Newsfood.com

(leggi l’articolo del 23 gennaio)
Lo Spumante italiano ha messo lo Champagne francese a K.O.
Grandi firme di “Bollicine francesi” in discount
© Redazione NEWSFOOD.com – 23/01/2010

Caro Giampietro,
ti ringrazio e pubblico volentieri il tuo autorevole intervento.
E mi fa molto piacere poterti incontrare domani a Milano, in occasione della presentazione di “Identità Golose”.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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