Il made in Italy, questo sconosciuto

Il made in Italy, questo sconosciuto

Seduti su un tesoro ma inconsapevoli di esserlo.

E’ questa l’ immagine degli italiani che viene fuori dall’ indagine de “Le Vie del Gusto”, rivista specializzata in gastronomia che ha voluto fare luce sul rapporto tra i cittadini della
Penisola ed il Made in Italy.

La ricerca, che ha studiato 1300 soggetti d’ambo i sessi tra i 18 ed i 55 anni ha dato risultati sconfortanti. Perchè, se gli italiani amano mangiare, non amano altrettanto conoscere
cosa finisce nel loro piatto.

Forse il caso più eclatante è quello del culatello, termine sconosciuto per il 59% degli intervistati.

Alcuni (21%) lo ritengonoo il fondoschiena dei bambini (più tenero di quello degli adulti), per altri un modo gentile per indicare si il fondoschiena ma di tutti. I meno somari lo
ritengono sempre un posteriore, ma almeno di maiale e trasformato in insaccato(12%).

Sempre parlando di salumi, se parlate del salame di Felino () circa il 30% pensa ad un salame a base di gatto, mentre un altro 30% ritiene che il nome derivi dalla forma del prodotto, simile a
quella del micio domestico.

Oppure il termine capocollo. Per 1 italiano su 4 indica la parte superiore del collo umano, per 1 su 5 un formaggio (…!) oppure un superiore che “sta sul collo” dei sottoposti.

Non va certo meglio agli altri piatti.

Per il 40% dei golosi la parmigiana non è un piatto a base di melanzane pomodoro e mozzarella, ma una ragazza, originaria o abitante di Parma, mentre il datterino, da pomodoro si
trasforma in piccolo dattero o torta orientale a base di dattero.

Alcuni alimenti passano dal campo della gastronomia a quello dell’ edilizia: il Murazzano, formaggio piemontese, è considerato “un muro fatto male” od un termine dialettale per
muratore.

Altri prodotti, secondo gli intervistati, più che in un libro di cucina dovrebbero finire in un ricettario medico, come l’aceto balsamico identificato come aceto “con l’erba dentro” in
grado di curare alcune malattie.

Gli studiosi di “Le Vie del Gusto” sottolineano come tale confusione non tocchi solo i termini meno comuni, ma anche le parole più utilizzate.

Gli intervistati, insomma, fanno confusione sia sul barricamento (modalità d’ invecchiamento del vino) che su cosa significhino dieta mediterranea e Docg.

Secondo loro, la prima è un’alimentazione esclusivamente a base di pesce, la seconda una sigla per un partito politico.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento