Il futuro del Velodromo di Crema in Consiglio Provinciale

Cremona – Un tavolo istituzionale per il velodromo è necessario per trovare una soluzione che ridia alla città una struttura importantissima per lo sport cremasco, lo ha
annunciato l’assessore allo Sport, Giovanni Biondi nel corso del Consiglio Provinciale in risposta all’interrogazione del Consigliere Ceravolo.

«Richiediamo, quindi, sin da ora un percorso comune di concertazione allargata agli altri Enti, che superi le polemiche del passato e le contrapposizioni, dando un futuro diverso a questa
struttura importante per il territorio» ha affermato l’assessore, «La questione è stata sollecitata più volte nella realtà cremasca ed abbiamo accolto la
richiesta del consigliere Claudio Ceravolo, proponendo di attivare una serie di contatti con i livelli istituzionali preposti, in particolare con il Comune di Crema e la Regione
Lombardia».

Come evidenziato nella interrogazione «il Velodromo «Pierino Baffi» di Crema è da salvare e da riportare alla sua funzione originaria, dopo i necessari interventi di
ristrutturazione, sottraendolo ad «ogni intervento speculativo»: questo l’auspicio di Claudio Ceravolo, consigliere provinciale del Partito democratico ed ex sindaco di Crema.

Il consigliere ha chiesto all’assessore Biondi se non ritenga opportuno ricontattare l’assessore regionale Prosperini e il sindaco di Crema, Bruno Bruttomesso per riaprire una collaborazione
con i rispettivi Enti. A questo punto, ha affermato l’ex sindaco di Crema, solo un forte rilancio dell’azione pubblica può sottrarre una struttura che è «un esempio di
architettura sportiva e di tecnica ingegneristica vanto dell’intera provincia di Cremona» ad un degrado inevitabile se ci si invischiasse in estenuanti procedure per far togliere il
vincolo di tutela. Da qui la richiesta, accolta, di promuovere un incontro fra Provincia, Comune e Regione e, «nell’ipotesi in cui l’attuale amministrazione comunale di Crema si sottragga
all’impegno di acquisire il velodromo, sul quale poi Provincia e Regione interverrebbero con la ristrutturazione, l’interrogazione chiede se la Provincia non possa prendere in considerazione
l’ipotesi di esercitare essa stessa il diritto di prelazione sulla struttura».

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