La volata in Regione dei campioni del ciclismo toscano

Firenze – «E’ soltanto una piccola, sobria, semplice festa, ma molto sentita e affettuosa, pensata per celebrare i successi del ciclismo italiano e in particolare quelli
del ciclismo di Toscana, una terra che ha grandi tradizioni, grandi vocazioni e anche un futuro che ci auguriamo altrettanto ricco di soddisfazioni».

Il presidente della Regione, Claudio Martini ha introdotto così «Ciclismo mon amour. I talenti della Toscana», la cerimonia durante la quale è stato consegnato un
simbolico riconoscimento (un tuttora inedito libro illustrato sulla Toscana, realizzato dalla Regione) a tre generazioni di ciclisti di casa nostra, rappresentati da Alfredo Martini, il
supervisore delle squadre nazionali, definito dal presidente «il nostro ambasciatore nel mondo», dal tecnico della nazionale italiana, Franco Ballerini, da Paolo Bettini, campione
del mondo professionisti 2006 e 2007, e dal giovane Diego Ulissi, campione iridato juniores nelle ultime due stagioni.

Presente anche l’assessore regionale allo sport, Gianni Salvadori, che ha parlato dell’impegno della Regione in favore dello sport giovanile «per costruire – ha detto – nuovi sportivi, ma
anche cittadini a tutto tondo», erano in sala numerosi campioni delle due ruote di qualche decennio fa, il presidente dell’Unione ciclistica italiana, Renato di Rocco, e di quella
toscana, Riccardo Nencini.
Franco Ballerini si è detto emozionato a rivedere, nel breve filmato che è stato proiettato in sala, alcune delle sue vittorie e ha parlato della sua attività di
commissario tecnico e del prezioso aiuto che gli viene dall’esperienza del suo predecessore, Alfredo Martini.

Paolo Bettini, anch’egli come gli altri introdotto da un filmato sui suoi successi e dalla parole del presidente Martini, ha detto che se avrà ancora stimoli proseguirà la sua
carriera anche nel 2009, rimettendosi in gioco ancora volta. «Altrimenti – ha precisato tra gli applausi – rifletterò sul da farsi. Il dubbio è tra smettere chiudendo in
bellezza, oppure continuare, cercando di fare ancora meglio».
Molto a suo agio anche il giovane Diego Ulissi, in procinto di passare negli under 23 dopo che a giugno avrà terminato i suoi studi al liceo linguistico. «Spero di diventare – ha
confessato – come chi mi sta accanto e anche di essere convocato ai mondiali di Varese. Chissà se ci riuscirò».
E’ toccato infine al grande affabulatore Alfredo Martini, che ha raccontato da par suo gli ultimi dieci chilometri del mondiale di Stoccarda vinto da Bettini. Lo ha paragonato a Giradengo per
il suo aspetto fisico, ma soprattutto per l’intelligenza e la capacità di capire la forza dei suoi avversari. Il supervisore delle squadre nazionali ha detto che oggi «viviamo in
una società che ci ha messo il pignone fisso, quello con il quale non si può smettere di pedalare e ancora pedalare. Il guaio – ha concluso – è che spesso non sappiamo
quale percorso ci fanno fare».
Prima del brindisi finale, c’è stato il tempo per vedere ancora un filmato con alcune delle vittorie dei ciclisti toscani, da Franco Chioccioli a Mario Cipollini, da Michele Bartoli a
Francesco Casagrande ad Andrea Tafi, a proposito dei talenti della Toscana.

Tiziano Carradori

Leggi Anche
Scrivi un commento