Il futuro dei prodotti tipici umbri nel mercato globale

By Redazione

Si è tenuta venerdì 4 aprile a Gubbio, presso la Sala Trecentesca di Palazzo dei Consoli, la quarta conferenza del progetto Agripolis (Agricultural Policy Information &
Society), promosso dal Centro di istruzione professionale agricola e assistenza tecnica della Cia dell’Umbria e tra i pochi progetti europei annuali finanziati nel quadro del regolamento
814/2000, azioni di informazione riguardanti la politica agricola comune.

Il tema del convegno «Tracciabilità, sicurezza, tradizione alimentare: l’Europa di fronte ai mercati ed alle istituzioni internazionali», rappresenta uno snodo fondamentale
per decisioni di grande importanza nel futuro delle produzioni tradizionali del territorio, soprattutto per la riconoscibilità dei prodotti locali umbri sul mercato globale.

Ad introdurre il tema è stato Stefano Facchini, membro della Giunta della Cia Umbria e presidente del Consorzio filiera agroalimentare umbra, il quale ha posto l’accento sulla
necessità di garantire prodotti alimentari sicuri, oltre che di ottima qualità, ai consumatori per tutelare la loro sicurezza e soddisfare i loro sensi. Il presidente Facchini ha
evidenziato quanto avvenuto in questo campo negli ultimi anni a seguito degli allarmi generati dall’aviaria, dal morbo della mucca pazza, piuttosto che dalle mozzarelle alla diossina, che
ancora oggi recano ingenti danni al sistema produttivo italiano. «I rischi fanno parte integrante della vita di tutti i giorni, ma a volte si tende a sottostimarne quelli quotidiani,
mentre si è portati a sopravvalutare inesistenti e lontane situazioni di crisi -ha sottolineato Facchini- come dimostra quanto è avvenuto in questi anni in Italia».

A fare eco alle parole di Stefano Facchini, è intervenuto il presidente della Cia dell’Umbria Antonio Sposicchi, il quale ha evidenziato la concretezza del progetto Agripolis che aveva
individuato il tema della sicurezza alimentare come uno dei 4 sui quali incentrare l’azioni di informazioni e divulgazione della nuova politica agricola comune. Durante il convegnoè
stato ribadito che «La sicurezza alimentare è oggi un tema di strettissima attualità, come dimostrano i problemi legati alla mozzarella di bufala campana. L’intento -ha
sottolineato il presidente Sposicchi- è quello di intervenire per garantire al consumatore una totale sicurezza alimentare».

Sposicchi ha espresso nel contempo preoccupazione per certe vicende scandalistiche che potevano essere evitate solo se ci fosse stata un’informazione più chiara e responsabile da parte
di tutti come è stato riconosciuto e evidenziato dai relatori del convegno su «Terra e media: un rapporto inquinato » svolto 29 marzo scorso in occasione di Agriumbria.

Alla conferenza hanno preso parte diversi esperti del settore, come il docente universitario Alessandro Ciorba, già membro del Consiglio Superiore della Sanità, il quale ha
rimarcato l’impegno del ministero della Salute in questo campo, e ha inoltre spiegato come sono intervenuti e come interverranno proprio in merito ai seri problemi che sta attraversando in
questi giorni la Regione Campania.

Enzo Mastrobuoni, responsabile dell’Area economica della Cia nazionale, nel suo intervento ha ripercorso l’evoluzione delle posizioni tenute dalla Cia in materia di sicurezza alimentare,
qualità legata al territorio e tipicità nel corso degli.

Ha colto l’occasione per evidenziare le pesanti conseguenze per l’agricoltura e per l’intera filiera provocate da allarmismi ingiustificati e gonfiati da assurde campagne mediatiche che hanno
creato psicosi tra i cittadini, provocando un crollo verticale dei consumi. Un vero disastro che ha avuto conseguenze drammatiche per migliaia di imprenditori agricoli e commerciali.

All’incontro ha portato il saluto anche l’amministrazione comunale di Gubbio, nella figura dell’assessore Campanelli, il quale ha ribadito il proprio impegno nel favorire la trasformazione del
settore agroalimentare. «La finalità -ha affermato l’assessore- è quella di ridare dignità al mondo dell’agricoltura e degli agricoltori».

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