Il “caro-petrolio” si abbatte sulle imprese agricole

E’ ormai una corsa al rialzo per i costi produttivi delle imprese agricole. Il caro-petrolio fa decollare a livelli record concimi, mangimi, antiparassitari e prodotti energetici. S’impennano
anche le sementi. I settori più colpiti; gli allevamenti zootecnici e i cereali. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori preoccupata per una situazione che
sta diventando allarmante anche davanti ai forti aumenti che stanno caratterizzando le materie prime agricole sui mercati internazionali.

Nello scorso mese di marzo l’escalation di rincari ha coinvolto praticamente tutti i fattori di produzione agricola ed è proseguito un trend che si protrae da tempo. Rispetto ad un anno
fa -rileva la Cia- si sono toccati livelli vertiginosi, come risulta dai dati dell’Ismea.

Si sono avuti aumenti del 31,5 per cento, per i mangimi del 22,6 per cento, per i prodotti energetici del 6,4 per cento (più 7,1 per cento per i carburanti, più 9,2 per cento per
i lubrificanti, più 3,5 per cento per l’energia elettrica), per le sementi del 4,6 per cento, per gli antiparassitari del 2,6 per cento.
Comunque, per la zootecnia si sono avuti riflessi molto pesanti, soprattutto in conseguenza ai rincari dei mangimi. Per i mangimi bovini si è, infatti, registrato un aumento dei costi
del 18,5 per cento, per quelli suini del 16,8 per cento, per quelli ovicaprini dell’11,8 per cento. Sempre nel contesto dei mangimi, un vero e proprio record è stato raggiunto da orzo e
cruscami con un più 39,4 per cento.

A rendere più complessa la situazione per le imprese agricole si sono aggiunti gli oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo
alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività.
Ecco perché la crescita dei costi di produzione, insieme a quelli previdenziali e burocratici, non mancherà di avere pesanti ripercussioni sui redditi dei produttori agricoli che
-afferma la Cia- già nel 2007 sono scesi del 2 per cento. Un calo che fa seguito al meno 10,4 per cento del 2005 e al meno 3,4 per cento del 2006.
Quella dei redditi degli agricoltori è una situazione preoccupante, visto che negli ultimi otto anni i nostri produttori hanno registrato, in ambito Ue, la flessione più
accentuata: meno 18,2 per cento. Dal 2000 è stato un crollo verticale.

La corsa dei rincari a marzo 2008 rispetto a marzo 2007

Var. %

Sementi

4,6

Concimi

31,5

Antiparassitari

2,6

Carburanti

7,1

Energia elettrica

3,5

Lubrificanti

9,2

Mangimi

22,6

Elaborazione Cia-Confederazione italiana agricoltori su dati Ismea

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