Il buongiorno si vede dal mattino. E da quello che mangi

Il buongiorno si vede dal mattino. E da quello che mangi

By Redazione

La colazione è uno dei pasti più importanti della giornata, sia per motivi prettamente nutritivi (deve assicurare almeno il 20% del
fabbrisogno calorico giornaliero) che per motivi relazionali, in quanto iniziare la giornata mangiando assieme cementa la coesione e l’armonia di un gruppo familiare.

I dati, però non sono totalmente incoraggianti: se è vero che il 93% degli italiani fa la prima colazione a casa, la metà ammette di dedicare a tale pasto meno di 10 minuti,
per mancanza di tempo o di appetito.

Per ribadire l’importanza della colazione, e per studiarne le dinamiche, esperti di varie discipline si sono dati convegno a Perugia per Breakfest,
kermesse di 4 giorni dedicata al risveglio e al «suo» pasto, che assume sempre più importanza, come sottolinea l’antropologo Marino
Niola
, uno degli studiosi intervenuti: «Il tempo dedicato al pranzo diminuisce e la colazione è diventata per molti un vero pasto, uno dei due poli nutrizionali della giornata
insieme alla cena. Il nostro ritmo giornaliero è un pendolo che oscilla tra la mattina e la sera, l’andata al lavoro e a scuola e il ritorno a casa. E’ il momento in cui ci si incontra, in
cui la madre e sempre più spesso anche il padre si fanno perdonare l’assenza della giornata».

Stabilita l’importanza del pasto, ogni Paese ha i suoi alimenti particolari. In Gran Bretagna si consumano porridge (avena bollita nel latte con pezzetti
di frutta) o bacon fritto, accompagnato da uova strapazzate e a seconda delle occasioni salsicce, fagioli, pomodori o funghi. Negli Stati Uniti si
predilige il pancake, magari condito da sciroppo d’acero, o la tipica colazione anglosassone. Gli abitanti dell’Europa Settentrionale iniziano la giornata
con pane salato, formaggio, salumi e cetriolini.

In Francia si mangia caffè, te, brioches, pane al cioccolato, croissant. Peculiari della Spagna sono invece
i churros, saporite frittelle da immergere nella cioccolata calda. Nei Paesi Arabi, alimenti favoriti sono legumi, formaggi e yogurt speziati, con pane
pita, tipo particolare di pane dalla forma piatta generalmente usato come «piatto» per sughi o salse. In Asia, tutto ruota intorno al riso
accompagnato da carne o pesce, spezie e latte di cocco. In Giappone, infine, la colazione è composta da zuppe, spaghetti di soia o riso
bollito.

In Italia, tra le tante variazioni possibili, i fedeli della colazione prediligono gli alimenti dolci a quelli salati. Sempre riguardo ai menù della
penisola, i nutrizionisti esprimono un parere generalmente positivo: fatta salva l’importanza di fattori come l’età o il fabbisogno energetico necessario, la tradizionale colazione
mediterranea tradizionale è un modo corretto d’iniziare la giornata.

Spazio quindi ai cibi propri di questo modo di nutrirsi: una bevanda calda, come latte, te, o caffè, accompagnata da prodotti da forno, marmellata e frutta. Bisogna però rimanere lo
stesso vigili di fronte alle insidie culinarie, zuccheri in particolare, come spiega Carol Bourg, naturopata esperta in nutrizione energetica: «Lo
zucchero fa salire velocemente il tasso glicemico, il pancreas per compensare lo stato iperglicemico produce insulina che a sua volta fa abbassare velocemente la glicemia e ci fa mangiare un
altro biscotto. Dunque brioche e biscotti non li consiglierei. Piuttosto, se si ha tempo opterei per frutta a stomaco vuoto, una bevanda calda come the verde che è ricco di antiossidante,
fette di pane tostato, petali di mais, muesli o cereali (rigorosamente biologici se integrali, o rischiamo di ingerire fertilizzanti e pesticidi che si accumulano fra il chicco e l’involucro),
senza zucchero (ammesso che in piccola quantità non lo aggiungiamo noi), nè grassi idrogenati o semiidrogenati (sono saturi, quindi fanno salire il colesterolo)».

                                                                                                                                 
Matteo Clerici

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