Il 64% delle donne che lavora è in nero e i giovani vivono nel precariato

Roma – Sono sei su dieci le donne che sono costrette a lavorare senza avere un regolare contratto, lo ha rivelato l’anticipazione di un’indagine condotta dall’Isfol sull’occupazione
femminile, che ha evidenziato che sono più frequenti i casi di lavoro nero rispetto a quelli in cui il contratto non viene rispettato (28 su 100).

L’indagine è stata svolta su un campione di 987 donne a Torino, Roma e Bari e, secondo i risultati, il 64% delle donne (soprattutto al Nord) ha una posizione lavorativa irregolare,
mentre il 44% delle intervistate ha rivelato che è costretta ad accettare il lavoro nero a causa dell’ “l’impossibilità di trovare un lavoro regolare”.
In un momento in cui si fa tanto parlare di pari opportunità, dunque, emergono dati non rassicuranti. E la situazione non è diversa se si considera l’occupazione giovanile.
Nonostante il ministro padoa Schioppa definisca “bamboccioni” i trentenni che vivono a casa con i genitori, l’Isfol ha messo in luce che sempre meno giovani passano da un contratto a termine ad
uno a tempo indeterminato.
La percentuale di coloro che vedono stabilizzata la propria posizione lavorativa, infatti, è scesa dal 40 al 25%, mentre è aumentata da 36 a 38 anni l’età media per coloro
che, dopo anni di precariato, ottengono un contratto a tempo indeterminato.
In questo quadro di per sé negativo, ad essere penalizzate sono, ancora una volta, le donne: il 56% di coloro che non hanno un contratto standard, infatti, è di genere femminile e
sono meno degli uomini quelle che riescono a raggiungere la tanto agognata occupazione stabile (impiegando il doppio del tempo rispetto ai colleghi).

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