II mondo muore di sete. Ed in Italia si spende più per l’acqua per il vino

II mondo muore di sete. Ed in Italia si spende più per l’acqua per il vino

Oggi 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, ricorrenza sostenuta dalle Nazioni Unite per evidenziare le disparità nell’accesso a tale risorsa.

Analizzando le cifre diventa così evidente la forbice che separa la situazione dei Paesi ricchi da quelli in via di sviluppo.

I primi possono gestire 50 litri a persona a fronte di un fabbisogno giornaliero minimo di 20-25 litri d’acqua. Gli abitanti dei secondi si devono accontentare di 10 litri. E la carenza
contribuisce alla diffusione di malattie e denutrizione: nel mondo, ogni 20 secondi un bambino viene ucciso dalle conseguenze dell’acqua contaminata. La situazione è peggiore nelle zone
rurali, dove l’80% dei residenti è privo di riserve idriche sufficienti, sicure e non contaminate.

E’ allora corretto affermare, come fa il presidente CIA Giuseppe Politi che “La mancanza di acqua uccide di più di una guerra” e che il problema si amplia a macchia d’olio. Politi
ricorda come le mutazioni del clima e l’estensione della aree desertiche o semi-desertiche porteranno il problema dell’approvvigionamento anche in zone una volta sicure Per il presidente,
“Entro il 2030 una persona su tre, nel Pianeta, vivrà in zone dove l’acqua scarseggia” e ad essere particolarmente colpita sarà l’agricoltura dove “Oltre l’80% dei terreni
agricoli nel mondo è irrigato con acqua piovana” ed, in generale, “La produzione di cibo dipende essenzialmente dalle risorse idriche disponibili per l’irrigazione”

Per combattere il problema, il presidente CIA propone allora di ripensare il modo di ottenere cibo e materie prime, dando il primo posto ad un’agricoltura “In grado di dare risposte adeguate
all’esigenza di cibo nel Pianeta”.

la Giornata Mondiale dell’Acqua è anche l’occasione per tracciare un rendiconto della situazione d’Italia. Nel paese, il prezioso liquido ha superato il vino: secondo l’Istat, la spesa
media per famiglia è di 19,71 Euro per l’acqua minerale contro i 12 Euro per il vino. Inoltre, il succo di Bacco vede, dagli Anni Ottanta ad oggi, dimezzato il suo consumo, circa 20
milioni totali di ettolitri totali.

Tornando all’acqua, il lavoro degli scienziati mostra come per la minerale si spende di più al Nord (20,34 euro/famiglia) e e meno al Sud (18,75 Euro/ famiglia). Nel 2009 la minerale
mantiene i suoi capisaldi (il 63,4% delle famiglie ne ha acquistato esemplari) ma deve fare i conti con la recessione, che ha provocato un calo, nella quantità e nella spesa media,
inferiore a quella dell’anno precedente (21,14 Euro nel 2008).

Matteo Clerici

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