Idro sommelier: l’acqua giusta per il vino giusto

Idro sommelier: l’acqua giusta per il vino giusto

Legare l’acqua giusta al piatto giusto, in modo da esaltare il sapore di entrambi. Ancora, insegnare a godere del gusto dell’acqua, facendo attenzione a caratteristiche come PH, livello di
anidride carbonica e di mineralizzazione.

Questo il compito dell’idro sommelier, figura professionale nata all’estero ma sempre più comune anche in Italia. Ai primi posti del settore Adam: Associazione Degustatori Acque Minerali, pronti a mostrare azioni e sbocchi professionali della nuova figura.

Come spiega il segretario Giuseppe Amati, l’idro sommelier “E’ un esperto in grado di abbinare l’acqua minerale con il cibo. In una ristorazione eccellente l’acqua ha il suo ruolo, e a tavola
ci vuole il vino giusto ma anche l’acqua giusta”.

Nonostante l’acqua non abbia la natura del vino, porta lo stesso con sé “Quattro sapori base: salato, acido, tendenza al dolce e amaro, le cui varie combinazioni aprono uno scenario di
infinite possibilità”.

Perciò, acqua giusta per il vino giusto. Ad esempio, le tagliatelle al ragù si legano bene con acqua minerale con 500-600 mg di residuo fisso. Invece, brasati e spezzatini hanno
bisogno di un’acqua minerale ricca di residuo e minerali con una bella bolla per pulire il palato. Invece, il pesce al vapore è perfetto assieme all’acqua piatta.

In ogni caso, i corretti accoppiamenti non sono facili, “Visto che abbiamo una gamma di acque minerali tale da consentirci davvero qualsiasi cosa: circa 300 fonti che producono ciascuna anche 2
o 3 etichette arrivando cosi’ a oltre 600 possibilità”.

Un aiuto arriva da Adam che organizza corsi su tre livelli formativi, dal primo con informazioni base sulla filiera delle acque minerali, all’ultimo con gli accoppiamenti descritti in
dettaglio. Da Adam arriva anche la Carta delle Acque: basata a quella dei vini, per orientare meglio la scelta del consumatore.

Oltre alla raffinatezza, l’idro sommelier ha buoni sbocchi lavorativi: come conclude Adami, i corsi rappresentano un’opportunità “Per figure professionali già esistenti, come
barman, camerieri, sommelier per loro, una formazione di questo genere rappresenta un valore aggiunto anche se riscontriamo un notevole interesse anche da parte di cuochi, nutrizionisti e anche
semplici curiosi”.

Matteo Clerici

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