Identità tra Milano e Londra

Identità tra Milano e Londra

By Redazione

E’ sempre difficile per me seguire rilassato una giornata di identità, sia a Milano sia a Londra, troppo di tutto.
Però qui nella capitale britannica riesce a restare più concentrato su quanto accade sul palco, grazie anche alla disinvolta bravura di chi divide con me il compito di presentare,
nella circostanza Tom Parker Bowles.
Mi sono segnato diverse frasi e immagini, a iniziare da una riflessione di Jason Atherton, già alla guida di Maze e che dopo l’estate camminerà da solo in un altro
posto.
 “Oggi noi cuochi siamo più intelligenti e questo fa si che il ristorante tradizionale sia in via di estinzione”. Verissimo.

Gabriele Zanatta, Samuele Amadori e Cinzia Piatti vi racconteranno quanto successo ieri, una giornata intensa, preceduta domenica sera da una cena nel “temporary restaurant”
di Massimo Riccioli, della Rosetta a Roma, nel cantiere dell’imminente hotel Corinthia.
Sta nascendo scrostando quello che tra l’Ottocento e il 1936 fu il Metropol e che per una sessantina d’anni sarebbe stata la sede del ministero della Difesa, chiusa tre anni fa.
Circostanza curiosa: siamo stati accolti in quello che era l’ufficio preposto allo studio degli Ufo.
Oggi seconda giornata e nuove emozioni,

Paolo Marchi

“La cucina italiana non deve più essere solo un racconto romantico, le nonne… le mamme… Noi cuochi italiani siamo ormai abbastanza maturi per investigare, studiare in maniera
scientifica i caratteri che la distinguono”, Gennaro Esposito, Londra 7 giugno 2010.
testi di Samuele Amadori, Cinzia Piatti e Gabriele Zanatta, foto di Francesca Brambilla e Serena Serrani

Paolo Marchi

Dalla Newsletter Identità Golose n° 311 dell’8/6/2010 per gentile concessione

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