Identità Golose: Newsletter n. 420 di Paolo Marchi del 24 settembre 2014

Identità Golose: Newsletter n. 420 di Paolo Marchi del 24 settembre 2014

Grazie a Daniela Cicioni, che ha caricato la pubblicità in facebook, ho scoperto che una catena di supermercati offre un wurstel di pollo “adatto anche per una dieta vegana”. Il tutto suona così improbabile che, se non fossi in Sicilia per il Cous Cous Fest, stamane andrei a comperarlo per vedere cos’è e com’è. Dubito sia una bontà, certamente è una risposta della grande industria distributiva alla tendenza sempre più forte di una alimentazione vegetarian-vegana. Viene spacciato per vegano perché privo di grassi di natura animale nonché di latticini. Ma come la mettiamo con il fatto che sarebbe prodotto con carne (carne?) di pollo?

Il pollo vegano, pur se sotto forma di salsicciotto, mi ha fatto tornare alla mente il primissimoPietro Leemann che, proprio settimana scorsa, ha festeggiato 25 anni di alta cucina naturale con il Joia in via Panfilo Castaldi a Milano. I suoi primi piatti facevano facilmente il verso a ricette note, proposte in chiave vegetariana, come il pollo arrosto. Si trattava di sformatini di verdure ai quali era stata data la forma di coscia, collo, ali. Pietro non aveva però pensato al wurstel vegano di pollo. Che se è davvero di pollo non è certo vegano. Ma in certi momenti, quando scatta la moda, basta la parola. E chissenefrega della verità.

Paolo Marchi

Cous Cous Fest: oggi il via, venerdì la finale

Andrea Provenzani e Marion Roger

Andrea Provenzani e Marion Roger

Oggi Marocco-Israele a mezzogiorno, Francia–Stati Uniti alle 17.30 e Tunisia-Libano alle 19.30; domani doppio confronto, alle 12 tra Palestina e Costa d’Avorio e alle 17.30 tra Eritrea e Italia. Queste le cinque eliminatorie dell’edizione numero 17 del Cous Cous Fest a San Vito Lo Capo in provincia di Trapani. La finalissima venerdì a metà giornata quando replicheranno le loro preparazioni i cinque vincitori.

 Attenzione però: l’evento si muove su due livelli differenti. La giuria tecnica, forte dell’assaggio di tutti e dieci i cous cous, elegge il vincitore assoluto e non è affatto detto che sia uno dei finalisti. Si accede alla tornata conclusiva infatti in base alle preferenze della giuria popolare, forte di cento elementi che cambiano di volta in volta.

Non è affatto insolito applaudire due diversi chef primi. Con il sottoscritto, Paolo Marchi, presidente già nel 2011 e nel 2012, la francese Alice Delcourt ottenne in entrambi i casi il risultato massimo con lo sforzo minimo: subito una sfida, quindi due giorni di relax al mare (stregante, la Riserva dello Zingaro è lì a pochi passi) e la sera del terzo giorno festa grande in piazza. Particolare importante: quest’anno sarà in gara, sempre per la Francia, la sua sous-chef all’Erba Brusca a Milano, Marion Roger, nella foto assieme con Andrea Provenzani. La foto è stata scattata lunedì 15 settembre durante Identità Cous Cous da Alice a Eataly Smeraldo.

Con la Roger, il cui cous cous va contro la tradizione perché dolce, in gara per la Costa d’Avorio Konate Abibata, meglio conosciuta come Mamma Africa, per l’Eritrea Neil Vivaldo, per Israele Michael Korenman, per il Libano Nahida Suleiman, per il MaroccoMajda Nabaoui, per la Palestina Hani Kasabra e Odeh Abu El Hawa, per la TunisiaMohamed Mabrouk e Mimmo Della Salandra, per gli Stati Uniti Maziar Farivar (le cui radici affondano in Persia) e, infine, per l’Italia il sanvitese Peppe Salmeri e il milaneseAndrea Provenzani. Quest’ultimo vittorioso a giugno nell’anteprima del Cous cous fest.

Nota curiosa: il nome di una delle pietanze in competizione, Da Modena al Marocco passando per la Sicilia, svela la cucina dove sta formandosi una delle concorrenti. Majda Nabaoui, poco più che ventenne, lavora infatti all’Osteria Francescana, il tre stelle di Massimo Bottura.

App.etite, enogastronomia e crossmedialità

Marco Bolasco, Massimo Bottura e Max Bergami

Marco Bolasco, Massimo Bottura e Max Bergami

Sabato e domenica scorsi Villa Guastavillani ha ospitato a BolognaApp.etite, un esperimento importante perché, con la scusa di incrociare due temi che sono sì già stati incrociati (ma poi neanche troppo), ha dato un microfono a voci importanti dell’editoria gastronomica italiana e non solo, esponenti di fazioni che si guardano spesso in cagnesco ma che nel fine settimana hanno provato a superare storiche diffidenze.

 È il sogno che fu di Stefano Bonilli, il fondatore di Gambero Rosso e di Gazzetta Gastronomica, scomparso prima di vedere i primi frutti spuntare in una nebbiosa serata di settembre. Certo, la sua idea era quella di poter trasformare, in un giorno non troppo lontano, questo meeting in una sorta di Festival internazionale di Giornalismo sul modello di quello di Perugia, con l’importante postilla da aggiungere in fondo: “enogastronomico”. Un meeting per costruire un think tank goloso di influencer da ogni parte del mondo. Se succederà, il merito sarà da ascrivere a Elisia Menduni e Max Bergami (quest’ultimo a destra, nella foto, conMarco Bolasco e Massimo Bottura) che hanno confezionato questa prima edizione nonostante le difficoltà, emotive e logistiche.

Essendo un evento di comunicatori rivolto a comunicatori, in questi giorni è stato scritto parecchio sullo stesso. Tweet, post, articoli in cui diversi relatori e astanti hanno detto la propria, con interpretazioni anche opposte. Oltre alla nostra cronaca (parziale), segnaliamo quelle della stessa Elisia Menduni per Gazzetta Gastronomica, di Federico De Cesare Violaper il Sole 24 Ore, di Mariachiara Montera e di Sandra Salerno/un tocco di zenzero.

Gabriele Zanatta

L’anguilla di David Toutain, il migliore 2015

Anguilla affumicata e sesamo nero

Anguilla affumicata e sesamo nero

Anguilla affumicata e sesamo nero, uno dei grandi piatti firma di David Toutain, 33enne cuoco francese che a novembre prossimo celebreremo nella Guida ai ristoranti di Identità Golose 2015 come “Miglior cuoco straniero”. Aperto nel dicembre 2013, il ristorante che a Parigi porta il suo nome nei pressi della Senna, altezza Invalides, è lanciato verso grandi risultati. Un destino coerente per un ragazzo che a soli 21 anni faceva il sous-chef all’Arpège, al fianco di un certo Alain Passard.

GZ

Paolo Brunelli, un Belvedere sul gelato

Paolo Brunelli

Paolo Brunelli

Nelle Marche Agugliano non è sul mare, l’Adriatico, non produce vino, anche se confina con Jesi (il Verdicchio) e con Ancona (il Rosso Conero), e nella sua storia ha giusto dato “i natali al magistrato medievale Baldo d’Agugliano, citato nellaDivina Commedia”, però lo stesso tanti si lasciano alle spalle Ancona piuttosto che Falconara, Senigallia e Fano per raggiungerla sulle colline alle spalle del casello autostradale di Montemarciano.

Tutto merito di Paolo Brunelli, gelatiere nella locanda di famiglia, il Belvedere, telefono +39.071.907190. Tutto voluto e tutto da scoprire perché non è affatto immediato che lì in piazza Vittorio Emanuele, c’è ben di più di stanze per la notte, di un ristorante per desinare e di un bar per un caffè e due chiacchiere. Brunelli va oltre il classico gelato da cono e da passeggio. Punta sulla naturalità del prodotto, sulla sua sostanza e… continua a leggere qui.

100% Alba lunedì 29 in Piazza Duomo. A Milano

100% Alba

100% Alba

Porta la firma dello storico dell’arte Stefano Zuffi il libro che la famiglia Ceretto, vino quindi, e lo chef Enrico Crippa, cibo dunque, hanno dedicato alla città dove vivono, lavorano e splendono. 100% Alba, per Electa Mondadori, introduzione di Andrea Petrini, foto di Fabrizio Marchesi, racconta una città di 32mila abitanti ricca di talenti come poche, capitale delle Langhe e del tartufo bianco, ma è di lì anche la Nutella, che io però non capisco e di conseguenza ignoro, e uno stile invidiabile nel fare turismo di qualità.

100% Alba è un libro dalla struttura originale, onde che vanno cavalcate con attenzione, una fatica che mi vedrà tra i protagonisti della presentazione lunedì prossimo, 29 settembre, alle 18.30 alMegastore Mondadori in Piazza Duomo a Milano. Attenti: Milano, il Duomo di Milano e non quello di Alba.

IDENTITÀ GOLOSE n° 420 – 24.09.2014,
la newsletter di Paolo Marchi
Per gentile concessione
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