ICE, Istituto Commercio Estero, è morto oppure no? Andrà alla Farnesina?

ICE, Istituto Commercio Estero, è morto oppure no? Andrà alla Farnesina?

Riceviamo il comunicato dai dipendenti ICE, l’Ente soppresso in questi giorni.
La notizia è quasi passata senza fare molto rumore. Chissà perchè.

Un Istituto che ha (aveva) ramificazioni in tutti i continenti, che da decine di anni aveva il compito di promuovere il Made in Italy nel mondo, è sparito, cancellato. E i
dipendenti?

Di certo non verranno “scaricati” e lasciati al loro destino. Almeno lo speriamo per loro in quanto facenti parte di una casta ben più altolocata dei semplici dipendenti delle aziende
private.
E i precari? …ormai siamo tutti precari!!

Ma un uccellino ci ha detto che, come l’Araba Fenice, l’ICE è morta ma risorgerà a breve ricoperta di piume più fulgenti di prima, e pare che in groppa ci sia sempre il
suo presidente storico Vattani.

Forse quell’uccellino ci ha raccontato una storia ma chissà, aspettiamo gli eventi.

Nel frattempo le fiere, orfane dei Buyers, si stanno guardando intorno per trovare altri partner all’estero ma sinceramente non crediamo che la musica possa cambiare molto.
L’importante è che i nuovi (o rinnovati) alfieri del Made in Italy sappiano cosa fare per promuovere veramente il Made in Italy nel mondo, a favore delle imprese Made in Italy per una
ricaduta economica e sociale sul popolo Made in Italy

Inizio messaggio inoltrato:

Da: DIPENDENTI ICE
Data: 19 luglio 2011 16:17:57 GMT+02:00
Oggetto: COMUNICATO STAMPA DEI LAVORATORI DELL’EX ICE

 
 
 
Roma, 19 Luglio
 
L’I.C.E. – Istituto nazionale per il Commercio Estero, in data  6 luglio 2011, è venuto improvvisamente a mancare. Le Lavoratrici e i Lavoratori dell’ICE, ancora in lutto,
gridano
 
VERGOGNA!
 
Perché questo Governo è stato capace di chiudere l’unico ente pubblico nazionale in grado di offrire un sostegno concreto alle aziende impegnate nell’internazionalizzazione,
 
 
Perché, nonostante tutte le varie opzioni possibili, ha scelto l’unica strada che non porta alcun vantaggio né in termini di risparmi di spesa, né di efficienza dell’azione
pubblica a sostegno delle imprese,
 
Perché ha lasciato scadere inutilmente una delega di 18 mesi per la riforma del comparto dell’internazionalizzazione, evitando altresì ogni confronto con esperti e imprese,
 
 
Perché, invece di mettere mano alla riforma del comparto, affollato da una miriade di soggetti che, spesso con fare folkloristico, provocano autentiche  emorragie di fondi pubblici,
si è limitato a sacrificare un ente il cui solo torto è quello di non aver mai avuto un proprio peso politico,
 
 
Perché non è stato in grado neanche di prevedere una fase transitoria utile alla realizzazione delle varie iniziative in corso, creando uno stallo di cui le imprese subiranno le
conseguenze,
 
 
Perché lo spacchettamento dell’ICE in due diversi Ministeri provocherà una dispersione di competenze e professionalità accumulate in 85 anni di attività al servizio
del Sistema Paese, con il rischio di compromettere seriamente l’efficienza dell’azione amministrativa che, è bene ricordarlo, dovrebbe tendere alla tutela di interessi pubblici e non di
quelli di consorterie italiane o estere,
 
 
Perché, nonostante i numerosi ripensamenti da parte anche di rappresentanti della maggioranza e le manifestazioni di contrarietà alla soppressione dell’I.C.E. espresse
da   imprese e associazioni, non ha avuto il coraggio di ammettere l’errore commesso e di ritornare sui propri passi.
 
Il futuro prossimo ci dirà se è stata fatta la cosa giusta o se è stata recitata l’ennesima commedia all’italiana. Intanto, le Lavoratrici e i Lavoratori dell’I.C.E. salutano
consapevoli di aver svolto sempre il proprio lavoro nell’interesse del Paese e si augurano di non dover essere rimpianti.
 
L’I.C.E. infatti non esiste più perché inspiegabilmente soppresso.
 
le Lavoratrici e i Lavoratori dell’I.C.E.

Giuseppe Danielli
Redazione Newsfood.com

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