I Presìdi al Salone del Gusto

I Presìdi al Salone del Gusto

 

Il Salone del Gusto apre le porte a Terra Madre e lo fa, innanzitutto, presentando i Presìdi realizzati da oltre 260 comunità del cibo provenienti da 50 Paesi del mondo.

Organizzati per aree geografiche, si trovano all’interno dell’Oval: ogni stand è dedicato a un prodotto tutelato da Slow Food ed è gestito direttamente dai
produttori.

L’Africa è presente con oltre 10 Presìdi: dai mieli etiopi alla bottarga di muggine della Mauritania, dall’olio di Argan marocchino alla vaniglia di Mananara
del Madagascar.

L’Asia partecipa con i risi indiani, il pepe nero di Rimbàs (Malesia) e il formaggio di Yak dell’altopiano tibetano (Cina).

E poi, naturalmente, ci sono le aree che raccolgono il maggior numero di progetti: l’America Latina (26 Presìdi) e l’Europa (200 Presìdi, di cui oltre 150 in
Italia).

Novità

Tra le novità: il primo Presidio in Giappone, l’insalata takana di Unzen; il Brasile (che presenta otto Presìdi tra cui due novità: riso rosso della Valle del
Piancò e pinolo della Serra Catarinense), l’Uzbekistan, con il Presidio delle vecchie varietà di mandorle, l’Afghanistan, con il Presidio dell’uvetta di
Herat e l’Etiopia, con il miele del vulcano Wenchi e il miele bianco di Wukro.

Uno spazio importante è dedicato alla rete dei Presìdi sul caffè: piccole produzioni di altissima qualità provenienti da Guatemala, Repubblica Dominicana,
Costa Rica, Honduras, Nicaragua ed El Salvador.

I Presìdi italiani: si apre una nuova fase

Il progetto dei Presìdi in Italia compie – con questa edizione del Salone del Gusto – dieci anni.

Dai 90 Presìdi presentati per la prima volta al Salone del Gusto del 2000 (dopo 2 anni di lavoro per realizzarli), il progetto si è ampliato a tutto il mondo e nel 2008
avvia in Italia una nuova fase, che rinsalda l’alleanza tra i produttori e Slow Food, definisce obiettivi ambiziosi sulla strada del buono, pulito e giusto e propone – per
la prima volta – un contrassegno che sarà apposto sulle confezioni per indicare in modo chiaro quei prodotti (e quindi quei produttori) che condividono pienamente gli
impegni del progetto.

I Presìdi Slow Food riuniscono migliaia di agricoltori, casari, norcini, fornai, pescatori, pastori e altri piccoli produttori custodi della biodiversità alimentare del
nostro Paese.

Oltre a rappresentare esempi di grande qualità gastronomica, condividono un progetto ambientale e culturale, cioè il recupero e la salvaguardia della tradizione,
resistendo in aree marginali e preservando dal degrado e dall’abbandono territori e piccoli centri.

Ma i Presìdi sono anche un esempio di come sia possibile creare microeconomie virtuose e costruire, nell’incontro tra produttori e consumatori, un mercato più
“giusto”.

 

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