Al Salone del Gusto di Torino apre il sipario il Teatro del Gusto

 

Oggi Giovedì 23, giorno d’apertura del Salone, si è tenuto il primo appuntamento con il Teatro del Gusto. L’evento presenta un progetto firmato Comieco e Slow
Food Italia, che associa la promozione della raccolta differenziata e il riciclo di materiali con un aspetto saliente della vita quotidiana: il piacere dell’alimentazione e la
qualità.

La scena vede come protagonista del Teatro del Gusto Riccardo De Prà, chef del ristorante Dolada di Pieve d’Alpago in provincia di Belluno, che propone per
l’occasione la cucina degli avanzi, senza trascurare qualità, stagionalità e innovazione.

Alberto Capatti, docente di Storia della cucina e della gastronomia, interviene riportando il pubblico alla metà del 1800, periodo di crisi in cui vennero redatti interi libri
sul recupero degli avanzi in cucina. Secondo Capatti, il rifiuto oggi non è più un elemento non commestibile, ma può essere consumato con una varietà di
formule invidiabile.

Lo chef propone come antipasto una zuppa della tradizione dell’Alpago che viene fatta con tutto ciò che rimane nel granaio come legumi e cereali cotti.
Segue una frittura di prodotti di recupero come la buccia di patata, cotenna di maiale arrostita, pelle di pesce, buccia di zucca e mela, carapace di scampi, croste di formaggi alla
piastra. Elementi proposti al pubblico in cartocci di carta riciclata, come snack da passeggio composto da elementi della tradizione rivisitata da una visione sostenibile. Infine
vengono servite delle frattaglie di agnello alpagoto, Presidio Slow Food allevato allo stato brado.

Il menù è accompagnato da due vini siciliani dell’azienda Donna Fugata, cantine presenti nella valle del Belice e a Pantelleria: un vino realizzato con vitigni di
zibibbo e catarratto e un secondo vinificato con uve ansonica e chardonnay da abbinare alla frittura.

Conclude il percorso gastronomico, Enzo Guizzari curatore della Guida dell’Espresso: «Sarebbe sbagliato dire che nel momento di crisi bisogna sfruttare gli avanzi, la
gastronomia da sempre non sfrutta solo elementi nobili ma anche quello che la cucina offre normalmente dalle preparazioni precedenti».

Ottavia Cova (Slow Food)

 

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