I pescatori salgono in cattedra a Slow Fish

I pescatori salgono in cattedra a Slow Fish

Oggi a Genova apre Slow Fish, manifestazione incentrata sul mangiare ittico di qualità e sullo sfruttamento responsabile delle risorse marine.

Al centro dell’iniziativa, i pescatori visti come detentori di un sapere basato sull’esperienza e chiave fondamentale per affrontare le sfide future.

Attualmente, la situazione non è positiva. Come ricorda la FAO nel rapporto ” The State of World Fisheries and Aquaculture 2010″ le risorse ittiche sono al limite, con uno sfruttamento
intensivo non equilibrato da pratiche di recupero. Allora, concludono gli esperti, il rischio dell’impoverimento definitivo è più che probabile.

Entrano così in scena gli uomini di mare: a loro, coadiuvati da cuochi, distributori e scienziati, il compito di trovare un sistema per conciliare alimentazione di qualità con
rispetto dell’ecosistema ittico.

Ad esempio, puntando sulla varietà di consumi. Secondo i report ISMEA, nel 2009 il 56% dei consumi delle famiglie italiane è stato coperto da 10 pesci, a fronte di 250 specie
commestibili presenti nel solo Mediterraneo. Perciò, diversificando le prede si darebbe loro maggiori possibilità di recupero.

Oppure, ripensando ai sistemi di pesca. La meccanizzazione e la globalizzazione dell’attività, se da un lato ha determinato un aumento della merce disponibile, dall’altro ha reso
più pesante lo sfruttamento di determinate zone. In tale ambito, Slow Fish darà spazio allo stato di specie in pericolo, come tonno rosso, salmone e pesce spada.

Passo più importante, è il coinvolgimento del pubblico. Per favorire questo, Slow Fish 2011 uscirà dal perimetro convenzionale. Alle iniziative interne, come l’Osteria
dell’Alleanza ed i Laboratori e Teatri del gusto, si affiancherà uno sguardo sull’esterno: conferenze ed approfondimenti, realizzati assieme al Festival della Scienza, invaderanno il
centro della cittadina ligure.

Perché mangiare “Buono, pulito e giusto” è un diritto-dovere di tutti.

Matteo Clerici

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