I Medici italiani: “La Sanità è a rischio implosione”

I Medici italiani: “La Sanità è a rischio implosione”

Milano – Maggiori risorse per le strutture ospedaliere e per la ricerca, più formazione, leggi chiare che tutelino la dignità del paziente. In caso contrario c’è il
rischio concreto che la Sanità imploda. È quanto chiedono e denunciano i camici bianchi su Nuto (www.nuto.it), il primo social network
libero e indipendente ad accesso riservato ai soli medici italiani.

Dalla caotica gestione dei posti letto in ospedale alla richiesta di una legge sul testamento biologico, dalla condivisione di corsi per la formazione ai consigli per gestire casi terapeutici,
nei numerosi interventi quotidiani su Nuto i medici sottolineano quanto sia importante non ridurre la spesa del settore sanitario che, spesso, a stento riesce a fronteggiare le richieste dei
cittadini. 

In tempi di crisi, ribadiscono i medici, Governo e Parlamento si impegnino per la riduzione mirata degli sprechi a vantaggio delle strutture più bisognose. La mappatura
territoriale degli ospedali “virtuosi” e di quelli “spreconi” è possibile, e sono gli stessi medici a farsi promotori di una campagna per una Sanità giusta ed equa, che si affermi
sia come diritto alla salute sia come dovere di esercitare la propria professione con mezzi adeguati: la mappatura dei nosocomi – secondo alcuni camici bianchi del sito – risolverebbe anche le
carenze organizzative e strutturali in merito al recente stop del ministro Renato Balduzzi alle visite in studio per i medici d’ospedale. 

Altro tema attuale è la reperibilità dei posti letto negli ospedali, problema che “si risolve improvvisando giorno per giorno – scrive un medico – tenendo pazienti nelle
barelle, trasferendoli quando possibile in altre strutture. Il sistema migliore sarebbe mettere i pazienti da ricoverare ovunque ci sia un letto, purché si tratti di pazienti a bassa
criticità; il medico del reparto che non ha il posto letto, dovrebbe quindi seguire il paziente in un altro reparto”.

A proposito del recentissimo caso della paziente in coma dopo trauma cranico, tenuta in barella e in attesa di ricovero presso il Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma, i medici
respingono ai mittenti i severi giudizi del mondo politico e del ministro Balduzzi (“nulla che possa giustificare una tale indegnità”): ricordano, invece, che ogni giorno devono
affrontare in prima linea una serie di emergenze che non si risolvono con il senso di indignazione, ma con fatti, azioni e decisioni che vanno prese al momento e con le risorse a disposizione.
Insomma, tutt’altro che medici fannulloni o impreparati, quanto piuttosto stressati e frustrati per l’impossibilità di intervenire come vorrebbero e come si dovrebbe.

Voce importante per la solidità del sistema sanitario – sempre secondo i medici del social network – è anche la ricerca, settore in cui l’Italia vanta menti straordinarie spesso
tentate da due sbocchi più redditizi e gratificanti: lavorare per gruppi privati (quasi sempre case farmaceutiche) o migrare all’estero (alimentando il flusso della “fuga dei cervelli”).
Su Nuto emerge il profilo di un medico orgoglioso del proprio mestiere e della propria appartenenza al territorio, desideroso di formarsi e di accrescere il proprio sapere attraverso il dialogo
e le esperienze condivise, ma anche imbrigliato da carenze legislative.

Come nel caso dell’autodeterminazione terapeutica, argomento discusso su Nuto a due anni dalla scomparsa di Eluana Englaro (9 febbraio 2009) e che interroga la classe medica sul piano sia etico
sia professionale: la dignità del paziente e il dovere di mantenerlo in vita davvero separano in modo inconciliabile chi, rispettivamente, è a favore dell’autodeterminazione
terapeutica e chi invece è contrario? I medici su Nuto hanno sottolineato l’importanza di un provvedimento che da un lato tuteli i valori di libertà e dignità della
persona, dall’altro si avvalga anche del loro parere e delle diverse opinioni in campo affinché si arrivi a definire una legge “partecipata” e non imposta. 

“Mi piacerebbe vivere in un Paese – scrive un medico su Nuto – dove il singolo individuo fosse in grado di autodeterminarsi, e di fronte a situazioni ben precise senza possibilità di
cura o di estrema sofferenza, di scegliere per sé che cure fare e fino a che punto spingersi, idratazione e alimentazione forzata inclusi. Spesso mi trovo paradossalmente a dovermi
confrontare più con la paura dei colleghi che non accettano che un paziente possa decedere, anche se arrivato ‘al capolinea’, piuttosto che con l’ansia dei congiunti che non
vogliono accettare la morte del proprio caro”.

Altro nemico dei camici bianchi, la burocrazia, come denuncia chi vuole riprendere a svolgere la libera professione dopo tanti anni di ospedale: “Una prima impressione? Una confusione di carte,
circolari e burocrazia fine a se stessa. Teniamoci aggrappati alle nostre competenze cliniche, valorizziamo e approfondiamo queste competenze e deleghiamo ad altri le incombenze burocratiche.
Altrimenti si rischia di svilire il nostro ruolo, la nostra professione e, di conseguenza, il corretto rapporto con i pazienti”.

Tanti gli argomenti trattati nei post dai medici (domande diagnostiche o terapeutiche, opinioni sull’attualità, segnalazioni di corsi e congressi, opportunità di lavoro, notizie
etc.), che hanno creato anche gruppi tematici di discussione per focalizzarsi su specifiche attività. Tra i più numerosi, i gruppi “Medicina generale”, “Psichiatri”, “Scienza e
Fede”, “Pediatri”, “Giovani Medici”, seguiti da “Medicina legale”, “Intensive Care Unit”, “Eutanasia: problemi etici e stato giuridico”, “Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza”, “Pronto
Soccorso”, “Ginecologia e Ostetricia”, “Odontoiatria”, “Nutrizionisti e Dietologi”, “Eventi&Congressi”, “Senologia”, “Medicina estetica”, “Medicina palliativa”, “Neurologi”, “Chirurgia
maxillo-facciale”, “Fisiatria e riabilitazione dell’età evolutiva”, “Chirurghi plastici”, “Medici 118”, “Amici… per la pelle” (dermatologi).

Per quanto invece riguarda i documenti caricati nella Biblioteca digitale di Nuto, spiccano le linee guida nazionali e internazionali per la diagnosi o il trattamento di varie patologie, a
sottolineare la volontà dei medici di formarsi e di essere costantemente aggiornati in rapporto ai propri pazienti. Le specializzazioni più rappresentate nel sito sono medicina
generale, psichiatria, chirurgia, cardiologia e pediatria, seguite da anestesia e rianimazione, odontoiatria, ginecologia e ostetricia, igiene e medicina preventiva, medicina interna,
neurologia.

Tutti i dibattiti interni al sito hanno una particolare rilevanza qualitativa, in quanto avvengono su un social network che, per esplicita linea editoriale, è uno spazio di comunicazione
indipendente da logiche di mercato e di lobbying, caratteristica che determina, per ammissione degli stessi utenti, discussioni senza censure, libere e pluraliste. Dopo solo quattro mesi dal
suo debutto su Internet Nuto registra già oltre 1.000 utenti, seguendo un costante trend di crescita attraverso il semplice passaparola tra medici e spontanee segnalazioni in rete.

Nuto

Nuto è uno spazio di comunicazione tra pari, pensato per favorire la libera circolazione di idee e conoscenze in ambito medico-scientifico, a vantaggio e progresso dell’intera
collettività. Nuto è infatti aperto a tutti i medici che esercitano la professione in Italia, senza alcuna distinzione di sesso, di religione, di opinioni politiche, di condizioni
personali e sociali. Il sito è uno strumento gestito autonomamente dagli utenti, nelle modalità che ritengono più utili e idonee. 

La redazione di Nuto riveste solo un ruolo di gestione tecnica e funzionale del sito e non interviene per censurare o modificare i contenuti degli utenti presenti nel social network. Entrare
nella community di Nuto è facile e veloce: basta scegliere login, password e registrarsi per essere connessi, in pochi minuti, con altri colleghi con i quali dialogare, scambiare
informazioni, trovare idee e aiuto. All’interno di Nuto l’utente troverà esclusivamente altri medici regolarmente iscritti all’albo professionale, avendo così la certezza di non
imbattersi in domande e commenti di chi non esercita la professione o di semplici curiosi. Un motore di ricerca consente inoltre di trovare e contattare i colleghi in base alla loro
specializzazione e al luogo di attività. 

Ogni utente può condividere domande, pensieri, proposte, testi, immagini e video: un sistema rapido ed efficace per comunicare a distanza, in tempo reale e in qualsiasi momento. Nuto
offre anche un servizio di messaggistica interna e consente di creare o partecipare a gruppi di discussione tematici. Il sito ospita inoltre una Biblioteca digitale dedicata alle pubblicazioni
mediche e agli studi scientifici: si possono liberamente caricare i propri contributi, consultare e commentare quelli dei colleghi e creare una biblioteca personale. Nuto nasce nel 2010, da
un’idea di quattro professionisti italiani del mondo della comunicazione.

www.nuto.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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