I farmacisti sono professionisti e non commercianti

I farmacisti sono professionisti e non commercianti

Ai farmacisti non si applica la possibilita’ di versare in misura ridotta i contributi relativi all’assegno per il nucleo familiare perche’ non sono qualificabili come commercianti e non sono
iscritti negli elenchi nominativi dell’INPS.
  Lo precisa il Ministero del Lavoro in risposta ad un quesito chiarendo che i farmacisti devono considerarsi “professionisti” e non commercianti. Infatti, pur potendo esercitare la propria
attivita’ in forma di impresa, essi svolgono prevalentemente attivita’ professionale consistente nella vendita di prodotti farmaceutici, di specialita’ medicinali, di presidi medico legali;
attivita’ che richiede il possesso da parte del titolare del diploma di laurea e della concessione sanitaria per l’esercizio della farmacia.
  Quindi il titolare di farmacia, in quanto professionista abilitato, e’ tenuto esclusivamente all’iscrizione alla propria Cassa di categoria, l’ENPAF, e non puo’ iscriversi alla gestione
commercianti dell’INPS. Pertanto, non esistono nei suoi confronti i requisiti per poter versare il contributo per gli assegni familiari in misura ridotta.
  Con l’occasione il Ministero ha anche precisato che la restante attivita’ svolta nella farmacia e consistente nella vendita di prodotti parafarmaceutici presenta invece caratteristiche
commerciali. Se a questa attivita’ sono adibiti dei familiari coadiutori che partecipano all’attivita’ con carattere di abitualita’ e prevalenza e senza un rapporto di lavoro dipendente, essi
sono tenuti ad iscriversi alla gestione commercianti dell’INPS. Solo in questo modo infatti puo’ essere assicurata ai coadiutori la necessaria tutela previdenziale, anche in assenza di obbligo di
iscrizione alla gestione commercianti del titolare della farmacia. Se si agisse diversamente l’attivita’ svolta dal coadiutore rimarrebbe priva di tutela previdenziale, in contrasto con le
disposizioni costituzionali.

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