I cinghiali di Camugnano: problema tristemente noto

Bologna – Se il Comune di Camugnano fa il conto dei danni provocati nel suo territorio dagli ungulati, gli agricoltori di tutta la Provincia quel conto l’hanno ormai perso da
tempo, tanti sono i danni che da anni flagellano le produzioni agricole bolognesi.

«Esprimiamo tutto il nostro sostegno al Sindaco e ai cittadini di Camugnano» afferma Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Bologna «che segnalano un problema a noi
tristemente noto da tempo. E’ da anni che l’agricoltura sta pagando un prezzo altissimo sull’altare di una visione dell’ambiente limitata ad un aumento incontrollato della fauna selvatica, che
non considera le implicazioni con le attività dell’uomo.»
Camugnano è un caso emblematico per il rilevantissimo numero di animali presenti: solo nel 2007 nell’area appenninica di Vergato Coldiretti ha ricevuto oltre 400 segnalazioni di danni
apportati alle colture da ungulati, in primis cinghiali.

«Questo problema, non arginato adeguatamente dagli inefficaci interventi attuati finora, si ingigantisce ogni anno» commenta Maddè «come risultato di scelte, alle quali
gli amministratori provinciale e regionali non sono estranei, che privilegiano indiscriminatamente l’aumento della biodiversità senza farsi carico di una gestione integrale ed
equilibrata del territorio. Non è un caso se il Comune di Camugnano, insoddisfatto dai censimenti della Provincia, abbia istituito un proprio ufficio in cui raccoglie le denunce degli
incidenti che si verificano a causa degli animali selvatici. E’ urgente garantire il riequilibrio biologico del territorio prima che, oltre all’ingente danno economico apportato
all’agricoltura, questa invasione comporti, come si segnala a Camugnano, irreversibili danni ambientali e gravi pericoli per gli abitanti non solo delle aree appenniniche, ma ormai anche delle
nostre città.»
Il disagio si è in questi ultimi tempi esteso a tutti i cittadini, complice il numero di incidenti stradali e ferroviari in continua crescita nella zona appenninica, e Provincia e
Regione, cui compete la responsabilità degli indirizzi in materia di faunistica, dovranno iniziare ad occuparsi del problema, la cui soluzione – pare evidente – non può più
essere rimandata.

«La gestione della fauna e dell’equilibrio ambientale» conclude Maddè «è un tema estremamente complesso, che non può continuare ad essere affidato a poche
persone che tutelano interessi, magari anche giusti ma sempre ed inevitabilmente parziali. Lo sviluppo del nostro patrimonio territoriale, fatto di ambiente, di attività produttive, di
turismo, va sostenuto attraverso un progetto integrale, che ne affronti tutti i fattori, per il bene della provincia e dell’intera collettività. In questa direzione va anche l’intesa
tecnica raggiunta recentemente tra Coldiretti e Federcaccia Bologna, che hanno deciso di cercare congiuntamente di individuare problemi ed adeguate soluzioni per una gestione ottimale del
territorio e della sua fauna e flora.»

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