Salviamo gli agricoltori, invece dei cinghiali
27 Dicembre 2007
Bologna – Coltivazioni agricole devastate, aumento del numero degli incidenti stradali, pericolo di contrarre malattie pericolose per l’uomo, rischio di perdere il patrimonio di
biodiversità animale e vegetale del territorio, questi sono solo alcuni degli effetti prodotti dagli animali selvatici, come cinghiali, nutrie e uccelli, che sono aumentati in tutto il
bolognese; nella sola zona di Vergato Coldiretti ha ricevuto nell’ultimo anno oltre 400 segnalazioni di danni da cinghiali ed altri ungulati, ed ultimamente anche i lupi hanno iniziato a
danneggiare le aziende agricole più isolate dell’Appennino.
Coldiretti Bologna, dopo un lungo percorso di confronto e richieste durato tutto il 2007, boccia il Piano Faunistico Venatorio presentato dalla Provincia. «Purtroppo» afferma
Gabriele Cristofori, Presidente di Coldiretti Bologna «rimangono gravi lacune su elementi troppo importanti per le Aziende Agricole. Chiediamo alla Provincia di correggere questi errori,
mettendo in campo un Piano Faunistico Venatorio che protegga gli agricoltori e la popolazione, prima degli animali selvatici. Oggi» commenta Cristofori «abbiamo deciso di
manifestare pubblicamente, perché la proliferazione della fauna selvatica mette a rischio un patrimonio dell’intera società: oltre alle coltivazioni agricole a rischio ci sono
grossi pericoli di stabilità geologica della montagna bolognese, di circolazione stradale, di tutela sanitaria, di sicurezza pubblica e di biodiversità ambientale. Gli
agricoltori, costituendo un presidio diffuso sull’intero territorio provinciale, sono i primi a percepire questi problemi, che si riflettono poi su tutti i cittadini».
L’assenza o l’impossibilità di un controllo reale della diffusione della fauna selvatica (anche a causa di una stima errata del numero di capi presenti sul territorio) ha portato la
presenza degli ungulati anche al di fuori delle aree prettamente montane arrivando in zone collinari e di pianura, ad alta densità agricola, con forti danni alle colture, molte delle
quali specializzate e di pregio.
Per questo oggi Coldiretti Bologna ha offerto in dono alla Provincia alcune ceste di prodotti tipici bolognesi, messi a rischio dalle devastazioni portate dagli animali selvatici alle
coltivazioni più tradizionali del nostro territorio: frutta, vino, pane, formaggi e ortaggi.
Un segnale chiaro dell’aumento tumultuoso del problema è dato dalla stima dei danni dei selvatici: secondo i dati della Provincia nel 2006 gli indennizzi sono stati di oltre 350.000
euro, ma nel 2007 sono più che raddoppiati, raggiungendo quota 650.000, con un incremento del 76%, in gran parte dovuto a branchi di cinghiali.
«Le richieste» riprende Cristofori «di portare a raccolta il frutto del lavoro agricolo non ci sembrano pretestuose, ma normali e giuste aspirazioni di chi vive del proprio
lavoro sulla propria terra. Non possiamo continuare a discutere sull’entità del risarcimento dovuto all’agricoltore o sui tempi, o sulla valutazione dei danni subiti. Abbiamo bisogno di
un Piano Faunistico Venatorio che intervenga in modo continuativo ed efficace per risolvere questo problema, definendo e soprattutto attuando dei piani di controllo degli animali sul
territorio, senza che il bene dell’agricoltura e della popolazione sia sacrificato ad altri interessi».





