Porrettana tra cervi e cinghiali

Bologna – Due scontri con ungulati nel giro di poche settimane, la densità della fauna selvatica procura ogni giorno problemi più gravi, e non solo alle aziende
agricole, come ormai sanno bene anche i pendolari della linea ferroviaria Porrettana, che collega il nostro Appennino a Bologna.

Gli agricoltori, che da anni chiedono un serio intervento di contenimento alla Provincia per ragioni anche legate a gravi danni ambientali e rischi sanitari, nonostante gli impegni e le
promesse, ad oggi continuano ad attendere invano e a subire, in aggiunta, la beffa di chi sostiene che il numero degli animali è sotto controllo e che i danni alle attività
imprenditoriali vengono risarciti.

Il disagio si è in questi ultimi tempi esteso a tutti i cittadini, complice il numero di incidenti stradali e ferroviari in continua crescita, e la Regione, a cui compete la
responsabilità degli indirizzi in materia di faunistica, dovrà iniziare ad occuparsi del problema che – pare evidente – non è più solo della Provincia di Bologna e
del suo Assessore alla Caccia.

«La gestione della fauna e dell’equilibrio ambientale» afferma Claudio Governi, Responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti Bologna «è un tema estremamente
complesso, che non può continuare ad essere affidato a poche persone che tutelano interessi, magari anche giusti ma sempre ed inevitabilmente parziali. Lo sviluppo del nostro patrimonio
territoriale, fatto di ambiente, di attività produttive, di turismo, va sostenuto attraverso un progetto integrale, che ne affronti tutti i fattori, per il bene della provincia e
dell’intera collettività. In questa direzione va anche l’intesa tecnica raggiunta nei giorni passati tra Coldiretti e Federcaccia Bologna, che hanno deciso di cercare congiuntamente di
individuare problemi ed adeguate soluzioni per una gestione ottimale del territorio e della sua fauna e flora.»

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