Gravi difficoltà per l'olivicoltura della Valle del Belice

Per l’olivicoltura della Valle del Belice (Trapani) l’annata agraria appena trascorsa è stata una delle più disastrose degli ultimi decenni, le avversità climatiche hanno
ridotto di almeno il 75 per cento la produzione media olivicola nell’area della Nocellara del Belice.

Su oltre 12.000 ettari di terreno olivetato la produzione complessiva di olive è stata di circa 120.000 quintali di cui un terzo destinate alla lavorazione di olive da mensa e la
rimanente parte avviate alla produzione di olio.

Il prezzo medio delle olive da mensa pagato ai produttori è stato di 1,15 euro al kg contro 0,90 euro dell’anno precedente, mentre il prezzo all’ingrosso dell’olio si è attestato
mediamente a 4,70 euro contro le 3,70 euro dell’anno precedente. La vendita diretta ai consumatori, cosiddetta a bocca di frantoio, si è attestata mediamente ad 5,50 euro per kg.

La crescita dei prezzi medi non deve indurre comunque ad ottimismo poichè è dovuta in gran parte alla scarsa produzione.

Si può riepilogare che la Plv al produttore del settore olivicolo nell’area della Valle del Belice (Castelvetrano, Partanna e Campobello ) quest’anno è stata di circa 11.000.000
di euro contro i 35.000.000 di euro della media, con un decremento secco di circa 24.000.000 di euro che vengono meno nelle tasche degli agricoltori. Di conseguenza anche le giornate lavorative
per i braccianti agricoli si sono dimezzate, passando da circa 200.000 a 100.000.

La Cia esprime forte preoccupazione per il futuro del settore olivicolo nella Valle del Belice. Ormai, per un motivo o per l’altro i conti degli agricoltori da diversi anni si chiudono
sistematicamente in rosso. Si accentua in maniera esponenziale lo spopolamento delle campagne e il ridimensionamento degli investimenti in agricoltura, mentre sempre più numerosi sono
gli appezzamenti di terreni abbandonati.

La Cia denuncia l’indifferenza della politica alla grave crisi che investe il settore.

Lo Stato, quando lo fa, interviene con grave ritardo nella liquidazione dei danni causati dalle calamità degli anni scorsi , e relativamente alla calamità del 2007 si attende
ancora il Decreto ministeriale.

La Regione è da tempo incapace di programmare decentemente lo sviluppo e l’ammodernamento della agricoltura siciliana, lo stesso Piano di sviluppo rurale ancora non è stato
definitivamente approvato e i nuovi fondi comunitari del periodo 2007/2013 saranno utilizzati male e con il solito endemico ritardo.

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