Gli oli extravergini di oliva calabresi vanno all'Università
18 Dicembre 2007
L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha ospitato, martedì 11 dicembre 2007, un seminario specialistico sulle peculiarità degli oli extravergini di
oliva calabresi, la presentazione dell’olio è servita quale spunto iniziale per consentire, ai relatori, di sviluppare la discussione su tutto l’agroalimentare di “eccellenza” della
regione.
Il seminario, organizzato da esperti calabresi di analisi sensoriale, è stato il momento conclusivo delle attività legate alla manifestazione PrimOlio 2007 che ha visto impegnata
l’Associazione Saperi e Sapori nelle attività di promozione e valorizzazione dell’olivicoltura dell’area mediterranea.
Hanno aperto i lavori Alessandra Abbona dell’UniSG che ha presentato l’evento e Domenico Fazari – presidente di Saperi e Sapori – che ha illustrato i motivi legati alla manifestazione di
Pollenzo.
Successivamente, si sono alternate diverse relazioni, tra le quali quella di Rosario Franco che ha introdotto l’olivicoltura calabrese, soffermandosi sulla consistenza del patrimonio olivicolo
e sui punti di forza che hanno consentito al settore dell’olio extravergine di oliva, negli anni, di conquistare i mercati nazionali ed internazionali.
A seguire, la relazione di Carmelo Orlando, incentrata sulle inimitabili peculiarità organolettiche delle produzioni olearie della terra di Calabria, ottenute da quel grande patrimonio
di olivi, stimabile in oltre 20 milioni di alberi, molti dei quali millenari.
Un cenno, nel corso della relazione, anche sulla terza edizione della guida “Gli Extravergini Calabresi” prodotta da Saperi e Sapori ed incentrata sulle produzioni di qualità accertata
degli oli regionali.
A conclusione dell’incontro, il panel leader Antonio G. Lauro, dopo aver trattato le differenti specificità agroalimentari vanto della terra di Calabria, ha curato una degustazione
guidata di oli extravergini di oliva calabresi freschi di frantoio. L’assaggio, che ha riguardato gli oli prodotti dall’Azienda Cosimo Murace di Bivongi (RC), dall’Oleificio Capogreco di Locri
(RC), dell’Olearia San Giorgio di S. Giorgio M. (RC), dell’Az. Del Monaco di Strongoli (KR) e dell’Az. De Lorenzo & Co. di Lamezia Terme (CZ), ha affascinato il folto ed attento uditorio
formato da studenti dell’Università e loro responsabili, da personalità politiche del comprensorio e dalla stampa regionale.
Dopo il seminario, l’Associazione Saperi e Sapori ha voluto consegnare agli intervenuti un ricordo della “serata calabrese” appena conclusa, consistente in un pacco-dono, contenente alcune
pubblicazioni tra cui la “Guida regionale agli oli di qualità” e tante eccellenze alimentari calabresi. Tra queste, lo “Ndujotto” ed i salamini “Diavoletti” dell’Azienda SAP Salumi di
Salvatore Pugliese di Calimera (VV), gli oli “Aspromontano” e “Ottobratico” dell’Olearia San Giorgio dei Fratelli Fazari di San Giorgio Morgeto (RC), il “Pesto di peperoncino” e le “Melanzane
sott’olio” della Cooperativa Sociale “Valle del Marro – Libera Terra” di Gioia Tauro (RC), le “Cipolle Rosse di Tropea essiccate” e la “Composta di Cipolla Rossa di Tropea” della ditta
Schiariti di Tropea (VV) aderente all’Accademia di tutela della Cipolla rossa di Tropea ed i torroni tradizionali de “Le Chicche” di Francesco Taverna di Taurianova (RC).
Molta curiosità ed interesse ha destato tra gli studenti la tavola “imbandita” con le produzioni calabresi tradizionali e tipiche come il vino “Dragone” delle Cantine Lento di Lamezia
Terme (CZ) ed il Caciocavallo Silano DOP. Nella tavola spiccavano, per colori e profumi, anche le Arance di Calabria, le Clementine di Calabria IGP, la Cipolla Rossa di Tropea IGP ed il
Bergamotto di Reggio Calabria, la cui essenza ha avuto il riconoscimento europeo della Denominazione di Origine Protetta (DOP).
La trasferta in terra piemontese ha così suggellato la fine delle manifestazioni di PrimOlio 2007, ma nel contempo ha rilanciato le attività del prossimo anno che, come ha
ricordato il presidente Fazari, “saranno sempre incentrate sulle attività volte alla valorizzazione del grande patrimonio olivicolo della nostra terra”.
Dr. Agr. Antonio G. Lauro





