Gratta tu che gratto io, il prurito si trasmette ” a vista”

Gratta tu che gratto io, il prurito si trasmette ” a vista”

Un contagio visivo e mentale. Proprio come gli sbadigli, anche il prurito si trasmette: chi osserva una vittima è indotto a ripetere i suoi gesti.

Lo afferma una ricerca della Wake Forest University, pubblicata sul “British Journal of Dermatology”.

Gli esperti hanno selezionato 25 volontari, dividendoli in due gruppi. Il primo gruppo ha osservato video di umani in preda al prurito, il secondo immagini di soggetti seduti ed immobili. E poi
avvenuta una seconda divisione: alcuni hanno ricevuto sulla pelle gocce di istamina, che stimola il prurito, altri una soluzione identica ma innocua.

In base all’osservazione, a fare la differenza è stato il video scelto: chi aveva ricevuto il video del tizio che si grattava tendeva a compiere tale azione il doppio degli altri, a
prescindere dalla diffusione o meno di istamina.

Secondo i ricercatori, i dati raccolti concordano con le esperienze dei dermatologi, che sostengono come visitare un paziente che si gratta porta alla ripetizione dell’atto. Mettendo assieme i
risultati si arriva a pensare come alla base del prurito vi sia l’azione del cervello che può (ma non deve) essere sostenuta da stimoli fisici concreti.

FONTE: A.D.P. Papoiu, H. Wang, R.C. Coghill, Y-H. Chan and G. Yosipovitch, “Contagious Itch in Humans. A Study of Visual “Transmission” of Itch in Atopic Dermatitis and Healthy
Subjects”, British Journal of Dermatology, Accepted manuscript online: 17 MAR 2011,DOI: 10.1111/j.1365-2133.2011.10318.x

Matteo Clerici

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