Gran Bretagna. Un’arteria artificiale per la salute del cuore
5 Gennaio 2010
In Gran Bretagna è stata creata un arteria artificiale, con lo scopo di aumentare le probabilità di successo delle operazioni di bypass al cuore.
Ne dà notizia il “Daily Mail”, che ha intervistato i creatori, una squadra dell’University College di Londra di Londra, diretta dal professor Alexander Seifalian.
Basicamente, la nuova arteria è un tubicino (più o meno, con la dimensione, colore e consistenza di un grosso spaghetto) che sostituisce un arteria naturale come condotto del
sangue.
Di norma, durante un operazione chirurgica al cuore si rimuove un occlusione arteriosa o s’interviene su vasi sanguigni stretti o troppo intasati. Per poter far ciò, i chirurghi deviano
il corso del sangue; a tale scopo, impiegavano varie soluzioni tamponi. La scelta migliore è impiegare una vena prelevata dal corpo del paziente, ma molti soggetti sono privi di vasi
sanguigni adatti, correndo così il rischio di di amputazione degli arti non piu’ irrorati dal sangue o peggio di morte. Allora si ricorre ad un sostituto un arteria di plastica la cui
rigidità non pone al riparo da coaguli ed aritmie gravi.
Al contrario, la nuova arteria offre il giusto mix di resistenza e flessibilità da imitare i “movimenti” (dilatazioni e restringimenti) di un vaso sanguigno naturale.
Inoltre, l’arteria-spaghetto ha un’arma ulteriore: al suo interno è rivestita da milioni di piccole punte, ciascuna migliaia di volte inferiore alla larghezza di un capello umano.
Tale “muro” di punte, creato tramite nanotecnologia, ha la capacità di attrarre ad attrarre le cellule staminali del sangue. Una volta dentro l’arteria sintetica, tali cellule crescono e
si fondono in uno endotelio, il liscio rivestimento dei vasi sanguigni normali. Questo rende l’arteria elastica e impedisce la formazione di coaguli.
Ecco il commento del professor Seifalian: “Fino al 30% dei pazienti che hanno bisogno di un bypass al cuore non hanno una vena idonea che possono utilizzare. In questi casi, non c’e’ molto che
i medici possano fare e i pazienti spesso muoiono. Cosi’ abbiamo sviluppato una arteria artificiale usando la nanotecnologia. Una volta che le cellule staminali sono attratte dalle sue punte
interne, coprono tutto l’interno dell’arteria e si trasformano in cellule endoteliali”. I test sulle cavie (pecore) dimostrano che le arterie artificiali funzionano perfettamente per almeno due
anni
Soddisfatto anche il professor George Hamilton, del Royal Free Hospital di Londra: “Questa invenzione sara’ estremamente utile per i pazienti in quanto saremo in grado di ridurre il numero
degli attacchi di cuore, di ridurre le amputazioni e, infine, salvare vite umane”.
LINK ad articolo del “Daily
Mail”
Matteo Clerici





