Una terapia a base di cellule staminali cura la cecità

Una terapia a base di cellule staminali cura la cecità

Per Russell Turnbull, 38enne inglese, i guai agli occhi erano iniziati nel 1994.

In quell’anno, il signor Turnbull aveva agito da paciere in una rissa su un bus a Newcastle upon Tyne. Come ricompensa per il suo senso civico, aveva ricevuto una spruzzata di gas urticante in
faccia, che aveva bruciato una delle sue cornee, appannandogli la vista e rendendolo estremamente sensibile alla luce, capace di provocargli dolore.

Ora, per il signor Turnbull si è riaccesa la luce. Letteralmente. L’uomo è stato infatti tra i primi 8 pazienti ad aver beneficiato di un trattamento a base di cellule staminali,
sviluppato dal North East England Stem Cell Institute in Newcastle.

Nel suo caso specifico, i medici hanno prelevato le cellule staminali dall’occhio sano e le hanno trapiantate nel “collega” danneggiato. Durante il decorso post-operatorio, Turnbull (come le
altre 7 cavie) ha manifestato un miglioramento della visione, dolore ridotto ed aumentata qualità della vita.

Spiega Russell: “(dopo l’attacco) il mio occhio lacrimava sempre. Ero incapace di guidare perché ogni luce brillante mi dava dolore, ed ero pieno di rabbia repressa. Per questo, ho perso
il mio lavoro e non sono più riuscito a praticare jet-skiing. (l’incidente) mi aveva rovinato la vita”.

Un anno e mezzo dopo l’operazione, la situazione è radicalmente cambiata. “Mi ha cambiato la vita, il mio occhio vede bene quasi quanto prima dell’incidente. Ho ripreso a lavorate ed ha
fare jet-skiing; posso anche cavalcare. L’operazione mi ha ridato la vita”.

Il test anti-cecità è stato guidato dai dottori Francisco Figueiredo e Sajjad Ahmad, del Royal Victoria Infirmary  di Newcastle, ed è stato descritto da un articolo
apparso su “Stem Cells” e dal quotidiano britannico “Times”.

I soggetti erano pazienti la cui vista da un occhio era stata seriamente danneggiata dalla LSCD (Limbal Stem Cell Deficiency, Deficienza delle cellule staminali limbari) .Tale condizione
è quasi sempre causata da sostanze chimiche (come nel caso del sig. Turnbull) ma può essere il risultato di malattie genetiche e di infezioni, provocate dalle lenti a contatto.

Per curarla, i medici hanno prelevato le cellule staminali limbari dall’occhio sano. Successivamente, le hanno riprodotte in laboratorio, utilizzando come “base” una membrana amniotica. Infine,
le sezioni danneggiate della cornea sono state sostituite con gli impianti a base di staminali

Oltre ai risultati positivi già descritti, Figueiredo ed Amhad fanno notare come, poiché le cellule provengono dal corpo del paziente, non vi è rischio di rigetto né
bisogno di soppressori del sistema immunitario.

Per ora il trattamento è ancora in fase sperimentale, ma i ricercatori si mostrano positivi sulle sue possibilità.

In particolare, il dottor Amhad fa notare come, mentre per ora si può riparare un solo occhio, nel futuro si riuscirà ad utilizzare staminali prese da altre parti del corpo del
malato, combattendo così danni ad entrambi gli occhi. In generale, “Lo studio mostra come la ricerca sulle staminali ha un impatto significativo per la qualità della vita dei
pazienti con difetti alla cornea”.

Gli fa eco il dottor Figuiredo: “Il trattamento a base di staminali mira ad una cura totale della LSCD piuttosto che alla sola attenuazione dei sintomi. La terapia diminuirà la
sofferenza e rimuoverà il bisogno di cure a lungo termine”.

LINK all’articolo del “Times”

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Matteo Clerici

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