Gran Bretagna: cibi precotti, è invasione

Gran Bretagna: cibi precotti, è invasione

Le tavole dei consumatori inglesi sono invase da pasti precotti, ed i giovani sono i loro “bersagli preferiti”.

Lo sostiene un sondaggio diretto dalla Consensus Action on Salt and Health che ha intervistato 3000 cittadini della Gran Bretagna.

Dalla risposte si nota come metà dei soggetti non si preoccupa del livello di sale nel cibo ed il 78% aggiunge tale elemento, durante o dopo la cottura. Una percentuale maggiore (85%)
peggiora la situazione non facendo esercizio fisico.
Riguardo ai giovani, consumano in media tali alimenti 3 volte a settimana ed il 16% ne mangia almeno uno al giorno.

Tali risultati non sono per nulla incoraggianti, data la capacità di alcuni alimenti di favorire determinati disturbi, ictus in primis.

Spiega infatti il dottor Joe Korner, della Stroke Association: “I cibi precotti, oppure quelli dei take-away, che si possono trovare nei comuni fast food, contengono un alto livello di sale che
puo’ portare a problemi di salute anche seri. Il livello di sale consumato al giorno e’ importante, e non dovrebbe superare i 6 grammi, secondo quanto raccomandato dalla Food Standards Agency”.
Dal sondaggio, condotto su 3.000 persone, e’ risultato tuttavia che meta’ degli intervistati non si preoccupa del livello di sale nel cibo, e il 78% di loro ammette di aggiungere altro sale al
cibo durante o dopo la cottura. L’85% ha anche detto di non svolgere esercizio fisico sufficiente durante la settimana”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la dottoressa Wendy Martinson, nutrizionista: “Un eccesso di sale, unito alla mancanza di esercizio, puo’ abbassare la pressione sanguinea, mettendo a rischio di
ictus. Il consumo sempre maggiore di cibi precotti sta esponendo i giovani a maggiori rischi di salute e complicanze nel futuro”.

Matteo Clerici

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