Gorgona: il vino dei detenuti piace a Frescobaldi

Gorgona: il vino dei detenuti piace a Frescobaldi

By Redazione

L’isola di Gorgona è uno dei carceri più famosi d’Italia. Ospitante circa 80 reclusi, si trova su un’isola toscana ed è una struttura autonoma: sono ammessi solo i parenti
dei detenuti, e la prigione possiede alcune campi animali e i vigneti, curati dai carcerati per il loro auto-sostentamento.

Proprio il vino ha suscitato l’interesse di Frescobaldi, più grande produttore toscano di vini.

Possessore di tenute a Nipozzano, Castiglioni ed Ammiraglia, Frescobaldi coniuga da sempre l’interesse per le migliori uve all’amore per il territorio.

Ecco allora il monitoraggio dell’isola-carcere, dove la qualità del vino sarebbe potenziata dalla tipicità del luogo di produzione.

Ad oggi, Frescobaldi ha avviato contatti positivi con le autorità pubbliche; così Marco Solimano garante dei diritti dei detenuti: “L’esperienza di Gorgona deve ritrovare la sua
identità. E’ molto importante il “Progetto Granducato” approvato dal Ministero di Giustizia che permette di esternalizzare certi prodotti a società terze”.

Detto altrimenti, l’attività dei detenuti ha consentito di recuperare le strutture casearie, quelle di acquacoltura ed i vitigni. Da qui l’interesse degli esterni, anche di figure
prestigiose come i Frescobaldi. Ed, altrettanto importante, “Questa nuova economia allevierà le spese proibitive di mantenimento della struttura carceraria dove i detenuti lavorano tutto
il giorno e poi, la sera, rientrano nelle loro celle”.

Matteo Clerici

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