Goji italiano Made in Calabria

Goji italiano Made in Calabria

E’ una scommessa probabilmente vincente quella di coltivare il Goji in Calabria e in qualche altra regione del Sud Italia. A scommettere è l’agronomo Rosario Previtera che ha messo insieme decine di agricoltori per creare la rete di imprese Lykion, associando numerose aziende agricole in biologico che coltivano il Lycium barbarum selezionato e producono le rinomate e preziose bacche di Goji made in Italy e di alta qualità.

Premiazione Golosaria - Da sinistra Antonella Capriotti, Marco Gatti, Angela Zappia, Rosario Previtera, Paolo Massobrio

Premiazione Golosaria – Da sinistra Antonella Capriotti, Marco Gatti, Angela Zappia, Rosario Previtera, Paolo Massobrio

Tant’è vero che  la “confettura extra di bacche fresche di Goji italiano biologico e zucca gialla” si è aggiudicato il Premio Golosario 2016 per la categoria “confetture e mieli”. E, così, Privitera può dire che “la soddisfazione è grande per la filiera multiregionale del Goji Italiano, perché è il riconoscimento del nostro impegno di ricerca e innovazione e della nostra volontà di valorizzare prodotti locali di alta qualità”. E, prosegue: “Abbiamo scelto di abbinare il Goji Italiano bio alla zucca gialla per ottenere una confettura ad altissimo valore nutraceutico e vitaminico e un’elevata capacità antiossidante. Fondamentale il ruolo svolto dall’azienda di conserve bio ’Calabria e Calabria’ di Agostino Sirianni, che ci ha consentito di realizzare la nostra confettura, certificata anche Vegan OK e Marchio Unico Nazionale IT”.
Tutto questo conferma che quando si è pensato di coltivare il Goji era sì una scommessa, ma chi ha invogliato a scommettere era abbastanza convinto che ne valesse la pena. Anche perché l’idea ha suscitato subito l’interesse del mondo scientifico tant’è vero che la filiera del Goji italiano intanto  garantisce la fornitura delle bacche di Lycium barbarum appositamente selezionate e non certo del meno pregiato Lycium chinense che invece si ritrova spesso tra le bacche essiccate comunemente commercializzate presso i supermercati o le farmacie, sempre e soltanto di origine cinese  – quindi necessariamente con presenza di conservanti: solfiti, sali, probabili aflatossine, ecc. -, è sostenuta anche dalle ricerche delle Università degli studi di Salerno, di Napoli e di Reggio Calabria,
E, poi, il Goji italiano è stato premiato perché regala benessere e salute grazie al clima caldo della regioni meridionali e fornisce le eccezionali bacche fresche o disidratate, 100% naturali senza conservanti e con certificazioni “VEGAN OK”, “Marchio Unico Nazionale – IT” e “BIO”.
Intanto sono già pronte le confetture e il succo di Goji Italiano con altri “super frutti rossi” e si sta lavorando all’infuso alcolico, agli snack energetici, alla pasta con valore nutraceutico – dicono al consorzio Lykion -; poi c’è il gelato e la granita al Goji Italiano così come gli eccezionali smoothies e i frullati naturali. Senza sottovalutare l’impegno degli chef nell’utilizzare la bacca di Goki fresca come un pomodorino (ma dal gusto completamente diverso), con e senza picciolo, per proporre di interi menu dall’antipasto al dolce.
Privitera dice che le bacche fresche, consumate quotidianamente a colazione ricordano la ciliegia, la mora, l’uva, l’amarena e sul finale lasciano un pregiato sentore amarostico. La bacca essiccata, da consumare come snack, ricorda il dattero, l’uva passa,  il pinolo e a tratti la liquirizia. La bacca frullata col ghiaccio nel “Goji smoothie” (100 gr. di bacche col picciolo e un cubetto di ghiaccio) dà il meglio di se: i sentori esotici di mango e papaya si sposano con quelli di carota fresca ed erbacei.
Il gelato e la granita di Goji, ottime anche per i Vegani sono tutte da scoprire.
Così come le confetture e gli altri prodotti ottenuti dalle bacche di Goji fresche “made in Italy”.
Nelle pietanze  le bacche fresche sostituiscono o si affiancano ai pomodorini. E gli chef scoprono via via abbinamenti sempre più originali ed interessanti.
In tutti casi si tratta di un pieno di energia, di salute e di benessere incomparabile.
A tutto questo si aggiunge che il Goji prodotto in Italia non contiene conservanti e viene ottenuto sulla base dei rigidi disciplinari comunitari in termini di “agricoltura biologica”, sia volontaria che certificata. Poi c’è la rete di imprese “Lykion” per la filiera del Goji Italiano che offre alle aziende  l’assistenza tecnica completa con tecnici qualificati: dall’analisi di contesto e analisi del terreno, alla progettazione e all’impianto di Lycium barbarum

Maria Michele Pizzillo
Newsfood.com

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