Calabria protagonista a Milano
13 Ottobre 2015
Se metti insieme una eccellente produzione agroalimentare, paesaggi mozzafiato che allungano lo sguardo su montagne di due parchi nazionali, il Pollino e la Sila, e su due mari, lo Jonio e il Tirreno; patrimonio storico e bellezze ambientali di grande fascino; e un bene culturale candidato ad essere tutelato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, il Codex Purpureus Rossanensis, vuole dire che a Milano è stata portata una miscela davvero “esplosiva” che non poteva lasciare indifferenti chi cerca luoghi incantevoli, spesso poco conosciuti e quindi con la possibilità di fare scoperte davvero uniche. A mettere insieme questa sorta di “miscela esplosiva” sono stati quattro gal (gruppi d’azione locale) della Provincia di Cosenza: Alto Jonio Federico II, Savuto, Sila Greca, Valle del Crati che nella Casa degli Antellani, che custodisce la vigna curata da Leonardo da Vinci nei suoi soggiorni milanesi, che nella città dell’Expo hanno portato la parte settentrionale della Calabria, che ad entrarne in contatto si ha la conferma che è una terra d’eccellenze. Per questo motivo è ancora più piacevole per il visitatore scoprire queste eccellenze che oltretutto sono sostenute da un’offerta turistica completa: possibilità di vacanze al mare e in montagna, bellezze naturali, vestigia antiche, oasi di spiritualità, possibilità di praticare sport e fare escursioni, proposte enogastronomiche interessanti per qualità e creatività.
Insomma, dicono gli organizzatori della trasferta milanese “Un caleidoscopio di opportunità e di stimoli che raggruppa quattro territori contigui, ma differenti e complementari, accomunati dal rispetto per la tradizione e dalla grande ospitalità”.
Ad illustrare le peculiarità dei singoli gal ci hanno pensato gli stessi responsabili, come il direttore dell’Alto Jonio Federico II, Franco Durso, che ha solleticato l’attenzione dei partecipanti all’incontro meneghino con la descrizione della Calabria ionica settentrionale che, dal mare, s’inerpica sino al Parco Nazionale del Pollino, offrendo panorami collinari mozzafiato e la possibilità di attraversare antichi borghi medievali. Durso si è soffermato anche sui prodotti tipici della zona: il limone, vera eccellenza calabrese; i salumi, ottenuti dal suino nero di Calabria; l’origano, il peperoncino dolce e piccante, e le bacche di Goji, recentemente introdotte in queste terre, trovandovi il microclima adatto per crescere bene.
Per il Savuto, la presidente Lucia Nicoletti ha evidenziato le tre filiere produttive dell’area collinare e montana: il vino Savuto doc, le patate e le castagne; mentre per l’offerta turistica, strutturata in pacchetti, sono stati illustrati gli itinerari storico-naturalistici della valle del Savuto ricca di ponti romani e le cascate di Cannavina e culturali tra Santi e briganti.
Ranieri Filippelli, presidente del gal Sila Greca, ha presentato due perle della produzione agroalimentare: la rinomata liquirizia di Rossano e l’oliva della cultivar Dolce di Rossano. Nonché la valle del Triondo, la più grande fiumara d’Europa e l’elefante di Campana mostrando anche i lavori dei maestri d’ascia di Cariati che costruiscono i pescherecci. Per lasciare poi spazio a quello che è stato l’evento culturale più importante della “spedizione” a Milano: la presentazione del Codex Purpureus Rossanensis, prezioso evangelario del VI secolo, a cui ha partecipato anche il Vescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano.
Per il Valle del Crati sono stati l’amministratore delegato Valeria Fagiani e il presidente Stefano Leone a presentare le terre attraversate dai fiumi Crati ed Esaro, con le loro risorse storiche e naturalistiche e le tre filiere agroalimentari di eccellenza riconosciute a dop dall’Unione Europea: i fichi di Cosenza dop con la varietà più diffusa, la Dottato; l’olio dop Bruzio ottenuto da un miscela di cultivar locali come Roggianella, Roggianese Tondina, Carolea e Cassanese che ne assicurano una qualità di alto livello; il vino dop Terre di Cosenza ottenuto dalla premitura di uve autoctone come il magliocco, che ne assicurano qualità e tratti di originale personalità.
Insomma, una terra tutta da scoprire, specialmente dopo che valenti chef hanno proposto alcuni dei migliori piatti che propone la gastronomia cosentina.
Michele Pizzillo
Newsfood.com





