Codex Purpureus Rossanensis: Il Codice di Rossano entra nel patrimonio dell’umanità Unesco
11 Ottobre 2015
11 ottobre 2015
Il Codice di Rossano entra a far parte
del patrimonio dell’umanità Unesco
==
di Franco Vergnano
===
Chi ha lavorato a lungo nelle redazioni dei quotidiani lo chiama “scoop”. Si tratta cioè di una notizia data prima degli altri…(o comunque prima che venga ratificata dai comunicati stampa su carta intestata…
Ebbene possiamo anticipare, anche se non è ancora stato ufficializzato, che dopo i Bronzi di Riace e il Duomo di Stilo c’è un altro pezzo di Calabria che entra a far parte del patrimonio dell’Unesco. Si tratta del Codex Purpureus Rossanensis, un manoscritto (ovvero un’opera degli amanuensi, l’equivalente di una copia dei giorni nostri) del Nuovo Testamento.
Un Evangeliario di periodo incerto ma compreso tra il IV ed il VI secolo dopo Cristo (qualcuno azzarda persino un secolo 3° d.C.). Questa “promozione” è di qualche giorno fa e conferisce ulteriore smalto ad un’opera che si contraddistingue nel panorama della letteratura/bibliografia cristiana per la combinazione di scelta del materiale impiegato (la pergamena) e del colore, il porpora. Per non parlare delle illustrazioni, miniature di prim’ordine che aiutano a leggere taluni “passi oscuri” del Nuovo Testamento.
Il Codex Rossanensis è approdato nella località calabra (attualmente si trova in fase di restauro) dopo un percorso lungo sulla cui origine (così come per la datazione) esistono opinioni diverse. C’è chi lo fa arrivare – e sono i più – da Antiochia di Siria chi da Cesarea in Palestina. Questo luogo di nascita è ritenuto il più probabile da Francesco Filareto, docente di filosofia, che ha illustrato le peculiarità di questo Codex – scritto in greco (per l’esattezza nella koiné) a Milano, in occasione di un evento di matrice calabrese (organizzato da quattro GAL) nella splendida e rinnovata cornice della Vigna di Leonardo.
Dove la promozione della regione Calabria è stata sapientemente fatta su due registri: quello enogastronomico (in omaggio anche all’EXPO) e quello culturale, due leve primarie per richiamare – insieme con la bellezza dei luoghi, mare in primis, flussi di turisti tutto l’anno. L’impegno ed il voler uscire dagli schemi di una nuova classe di amministratori locali più giovani può veramente fare la differenza in una regione protagonista di spicco nel passato (dalla Magna Grecia fino all’epoca Bizantina).
Franco Vergnano
Inviato Speciale
Newsfood.com






