Gli USA sono il primo mercato per l’export del Prosciutto di Parma
9 Febbraio 2011
Parma – E’ stato l’anno dei record per il Prosciutto di Parma sul mercato nordamericano. I prosciutti con la
corona venduti negli Stati Uniti hanno raggiunto le 450.000 unità, per un valore di quasi 40 Mln di €, segnando un incremento rispetto all’anno precedente del 17%, pari a circa 65.000
prosciutti. Grazie a questo risultato gli USA scavalcano la Francia e diventano il primo mercato per l’export del Prosciutto di Parma.
Benissimo anche il Canada, dove le aziende del Consorzio registrano un aumento addirittura del 42%, per un totale di quasi 60.000 prosciutti esportati e un valore di circa 4 Mln di €.
Numeri davvero importanti, che fanno del Nord America un mercato imprescindibile per il futuro del comparto dei prosciutti, che già oggi rappresenta comunque lo sbocco per oltre il 5%
della produzione della pregiata DOP di Parma e dove il Consorzio ha deciso di concentrare una parte importante delle proprie attività di marketing.
Grande soddisfazione nelle parole di Paolo Tanara, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma: “stiamo raccogliendo i frutti di anni di sforzi e di investimenti sia del Consorzio che
delle aziende esportatrici, che ci hanno visti impegnati nella valorizzazione del prodotto, nella tutela del marchio e soprattutto nell’adeguamento alle procedure e garanzie sanitarie richieste
dagli standard americani. In tal senso il ruolo del Consorzio è stato davvero fondamentale nella duplice veste di interlocutore principale delle autorità italiane e americane e di
assistenza alle aziende esportatrici; le 161 aziende del Consorzio sono oggi all’avanguardia nel campo delle garanzie sanitarie e il Prosciutto di Parma è uno dei pochissimi prosciutti a
possedere i requisiti di sicurezza e tracciabilità richiesti per poter essere esportati in quasi tutti i Paesi del mondo.
Questo percorso e questo approccio strategico al mercato ci hanno portati ad essere i leader negli USA, tanto che oggi oltre l’80% del prosciutto italiano esportato in Nord America è
marchiato con la Corona Parma.
L’export – conclude Tanara – e gli Stati Uniti in modo particolare, stanno dando un contributo essenziale per ridurre gli eccessi produttivi che si sono accumulati nel corso degli ultimi cinque
anni. Ora che le scorte di magazzino sono sensibilmente diminuite, credo ci siano tutte le premesse per puntare al riequilibrio tra domanda ed offerta di prodotto e, di conseguenza, ad un equo
adeguamento dei prezzi all’ingrosso per arrivare finalmente al recupero della necessaria marginalità per le aziende del comparto”.
La filiera del Prosciutto di Parma è composta da 5.500 allevamenti suinicoli, 120 macelli, 162 stagionatori e che il giro di affari al consumo del Re dei Prosciutti supera gli 1,7
miliardi di euro.
Redazione Newsfood.com+WebTv




