Gli agricoltori mondiali si confrontano su sviluppo, cooperazione, fame, sicurezza alimentare, povertà, clima, mercati e credito

Gli agricoltori mondiali si confrontano su sviluppo, cooperazione, fame, sicurezza alimentare, povertà, clima, mercati e credito

Giovedì 24 settembre si terrà il Comitato per la cooperazione allo sviluppo. Mentre venerdì e sabato ci sarà la riunione del Comitato Mediterraneo, presieduto da
Giuseppe Politi.

“Full immersion” per gli agricoltori mondiali. Da oggi e fino a sabato prossimo 26 settembre a Catania, presso la Camera di Commercio, la Fipa (Federazione internazionale dei produttori
agricoli) ha, infatti, promosso una serie di incontri sui più importanti e attuali temi agricoli. Un confronto stringente per cercare di dare le risposte più opportune alle sfide
che l’agricoltura, ma soprattutto ai produttori che sono costretti ad affrontare problemi sia di carattere economico che sociale.

Gli argomenti di dibattito vanno dal ruolo delle donne agricoltrici ai problemi legati allo sviluppo, dalla cooperazione alla sicurezza alimentare, dalla fame alla povertà, dalla tutela
della risorsa acqua dall’acceso al credito, dal Mediterraneo ai cambiamenti climatici, ai mercati. Questioni di grande rilevanza che richiedono interventi mirati, politiche realmente propulsive
che permettano di sciogliere i nodi di fondo che impediscono all’agricoltura di crescere e ai produttori mondiali di sviluppare adeguatamente le loro potenzialità.

A fare gli onori di casa è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, insieme alla Fipa, ha organizzato questa settimana di lavoro. E’ stato il presidente Giuseppe Politi, che
è presidente del Comitato Mediterraneo della Federazione, ad aprire gli incontri di Catania. Lavori che oggi sono iniziati con il seminario “Promuovere la partecipazione delle donne del
Mediterraneo all’interno delle Organizzazioni agricole” che si concluderà nella giornata di domani.

Il seminario, oltre al presidente Politi, ha visto gli interventi di Karen Serrs, presidente del Comitato Fipa donne rurali, di Veronica Navarra, presidente dell’Osservatorio nazionale per la
promozione ed il lavoro femminile in agricoltura (Onilfa), di Mara Longhin, presidente dell’Associazione Donne in Campo della Cia.

“Quella delle donne in agricoltura -ha detto Politi- è una presenza molto rilevante. Sia per il ruolo che esse hanno nell’ambito familiare e comunitario sia in termini percentuali sul
mercato del lavoro agricolo. Infatti, secondo i dati della Banca Mondiale (2007), le donne forniscono un maggiore contributo degli uomini all’occupazione agricola e rappresentano la maggiore
parte dei lavoratori agricoli in Asia, Africa sub-Sahariana, Medio oriente, Africa Settentrionale, oltre che in alcuni paesi dell’America Latina”.

“Tuttavia, nonostante il contributo che le donne forniscono alla produzione agricola e al funzionamento e lo sviluppo delle realtà rurali, il loro potere decisionale e la loro
capacità di essere adeguatamente rappresentate -ha aggiunto il presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa- è ancora molto scarso e, di conseguenza, anche i loro diritti sono
inferiori a quelli degli uomini e molte opportunità economiche e lavorative sono pregiudicate in ragione di ciò”.

“Molti -ha rimarcato Politi- sono gli ostacoli per le donne in agricoltura. Il primo fra tutti, la proprietà della terra. In molti paesi dell’America Latina e dell’Africa i possessori di
terre sono al 70-90 per cento uomini. Nelle realtà a medio e basso reddito, la terra è una risorsa critica non solo in termini di mercato, ma anche per l’accesso a risorse naturali
quali acqua e legna, oltre che per l’accesso a forme sociali non di mercato (si pensi alle comunità locali e alle loro sedi decisionali). Oltretutto, quando le donne ottengono accesso alle
terre, si tratta spesso di appezzamenti di scarsa qualità: troppo piccoli, difficili da raggiungere e scarsamente irrigati. La terra è una risorsa di grande valore e garantire un
accesso sicuro è uno strumento molto efficace per combattere la povertà”.

“Inoltre, le donne in agricoltura -ha rilevato- incontrano anche limiti molto maggiori degli uomini nell’accesso alle strutture di mercato e alle risorse produttive e le opportunità che
potrebbero elevare la loro agricoltura dal livello della sussistenza verso produzioni più efficienti e, quindi, più redditizie. Nonostante sia il lavoro agricolo delle donne a
contribuire in modo maggioritario a rifornire i mercati agricoli, nell’accesso ai mercati le imprenditrici incontrano una serie di svantaggi rispetto agli uomini: minore mobilità sociale,
minore accesso ad un valido apprendistato, minore disponibilità di informazioni di mercato, minore accesso alle risorse produttive”.

Il seminario sulle donne agricoltrici proseguirà domani attraverso gruppi di lavoro che elaboreranno una serie di proposte per tutelare e valorizzare l’imprenditoria femminile in
agricoltura.

Altro appuntamento del summit Fipa è giovedì 24 settembre con la riunione del Comitato per la cooperazione allo sviluppo. Anche questa riunione toccherà temi rilevanti per
gli agricoltori mondiali e la loro crescita. In questo quadro assume un’importanza cruciale l’azione delle Organizzazioni agricole, le quali, non solo possono dare forma ad una cooperazione in
cui lo sviluppo agricolo abbia un ruolo di primo piano, ma sono in grado di fare in modo che gli agricoltori siano coinvolti in modo diretto nelle strategie e politiche di sviluppo.

D’altra parte, sviluppo e cooperazione sono anche sinonimo di pacificazione. Questo è il senso dell’attività agricola: garantire sviluppo economico, laddove rappresenta una
rilevante quota della ricchezza nazionale, come in molti paesi mediterranei; garantire equilibrio sociale, laddove offre ampie opportunità occupazionali; assicurare la sostenibilità
ambientale.

Venerdì 25 e sabato 26 settembre sarà la volta della riunione del Comitato Mediterraneo della Fipa, presieduto da Politi. Il confronto si articolerà sulle sfide del
cambiamento climatico, sul ruolo delle organizzazioni agricole, sulla gestione dei rischi in agricoltura, sulla funzione delle agricoltrici, sull’occupazione e i redditi degli agricoltori,
sull’accesso ai mercati e sul lavoro agricolo che deve svolgersi in condizioni dignitose.

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