Giustizia, Bongiorno: «sia priorità assoluta Governo»

By Redazione

In Italia la giustizia è ormai «paralizzata», mentre dovrebbe essere «la priorità» dell’agenda politica: «il Governo, invece, differisce, differisce,
differisce» questo l’atto di accusa che Giulia Bongiorno, responsabile della Consulta della Giustizia di An, muove all’esecutivo Prodi dalle pagine del Giornale della Libertà.

«Non solo da avvocato e da parlamentare, ma anche da cittadina comune – dice – traggo grave disagio e senso di insicurezza nel vedere che il Governo non stabilisce e non affronta le
priorità. Il Governo, invece, deve mettere all’ordine del giorno il problema dell’efficienza della giustizia come priorità assoluta». «Quando chi delinque non viene
sanzionato – aggiunge Bongiorno – si crea una sorta di pericolosa equiparazione tra chi viola la legge e chi non la viola. Il pericolo non è quindi solo la criminalità, che
già esiste, ma quella che si genera con questo lassismo. E’ come fossimo arrivati in una zona di confine: fino ad oggi i ritardi della giustizia pesavano sui cittadini e sullo Stato.
Oggi, nell’intera collettività, si e’ diffusa la consapevolezza che chi sbaglia non paga: ciò sta producendo una nuova generazione di criminali indotta dal lassismo. E’ un
elemento nuovo e molto pericoloso. Il nostro Paese da culla del diritto è diventato culla del reato».
Quanto al tema sicurezza-immigrazione, la parlamentare di An sostiene che «l’immigrazione può e deve costituire una risorsa per il Paese. Il tema è che l’immigrato, al pari
di tutti i cittadini, deve rispettare le regole e lo Stato deve avere la forza e le fermezza per imporle. Il problema, quindi, è a monte. Fare rispettare le regole. Invece in Italia le
regole sono un optional e questo ha conseguenze anche sull’immigrazione. Abbiamo scoperto ormai – conclude – che c’è chi sceglie l’Italia non come meta per vivere rispettando le regole,
ma come meta ideale per delinquere senza il rischio della sanzione».

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