La competitività internazionale delle eccellenze individuali del nostro Paese

La competitività internazionale delle eccellenze individuali del nostro Paese

By Giuseppe

Una centrale elettrica da 125 megawatt a Nanjing, la concorrenza tedesca e un contratto conquistato dall’industria italiana. Il presidente di Assoedilizia richiama una pagina poco conosciuta della nostra storia economica e ricorda il successo industriale del GIE nel 1972

 

4 novembre 2026

A cura di ASSOEDILIZIA informa

 

La competitività internazionale dell’industria italiana: la lezione del GIE

Nel 1972 un gruppo di imprese elettromeccaniche italiane riuscì a conquistare una commessa in Cina per la realizzazione di un impianto destinato alla centrale elettrica di Nanjing, superando anche la concorrenza tedesca.

A ricordare questo episodio è Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, in una dichiarazione dedicata alla competitività internazionale delle eccellenze individuali e industriali italiane.

Il caso del GIE, Gruppo Industrie Elettro Meccaniche per Impianti all’Estero, diventa così l’occasione per riflettere su un patrimonio di competenze tecniche, capacità imprenditoriali e relazioni internazionali che ha contribuito alla crescita economica del Paese.

La dichiarazione di Achille Colombo Clerici

Achille Colombo Clerici

“Venerdì scorso, nel corso di un importante dibattito tra operatori di rilievo del campo finanziario-industriale ed esponenti della cultura economica, si è discusso della competitività internazionale del nostro Paese.

In quella occasione mi sono reso conto di come, nella memoria storica italiana, si sia persa traccia di fatti rilevanti che meriterebbero di essere presi in considerazione per comprendere cosa è avvenuto nell’economia del Paese dal boom economico in poi, ed a cosa si dovrebbe tendere per l’avvenire.

Nel 1972 la Cina, sino ad allora dipendente dalla Russia per le forniture in campo tecnologico, risolse circa 260 contratti in corso con quella nazione. Conseguentemente si rivolse ad une serie di nazioni occidentali per stringere accordi nei diversi settori.

Per la realizzazione della centrale elettrica a carbone, della potenza di 125 megawatt, nella città di Nanjing interpellò il G.I.E. italiano, (Gruppo Industrie Elettro Meccaniche per Impianti all’Estero) allora presieduto da Luigi De Januario con AD Francesco Corbellini.

A condurre le trattative in loco fu inviato il giovane ingegnere Riccardo Bertolini di Milano che dovette risiedere in Cina per diversi mesi.

Tra i principali competitori degli italiani vi erano i tedeschi.

Il Gie la spuntò. L’accordo, che prevedeva tra l’altro la fornitura di tutto il know how nel corso dell’intera fase realizzativa dell’opera e di una serie di materiali, fu sottoscritto nell’ottobre del 1972. E venne realizzata la centrale elettrica di Nanjing.

Si tratta di un fatto di grandissimo rilievo, esemplare nella storia economica del nostro Paese, perché dimostra, tra l’altro quanto la nostra industria, soprattutto nel campo tecnologico, fosse allora stimata e fortemente competitiva a livello internazionale e quanto potesse esser “temuta” anche da agguerriti competitori.

Secondo la storia del GIE scritta da Corbellini e Rivino, il rapporto con la Cina continuò per oltre un quindicennio e il GIE realizzò impianti per oltre 3.000 MW. Fonti cinesi successive confermano che le prime grandi unità della centrale di Dagang erano di provenienza italiana.”

Approfondimento – Che cos’era il GIE?

Il consorzio che portò l’industria elettromeccanica italiana nel mondo

Il Gruppo Industrie Elettro Meccaniche per Impianti all’Estero (GIE) fu costituito a Milano il 5 ottobre 1953 per riunire competenze e capacità produttive di importanti imprese italiane e competere nella realizzazione di grandi impianti energetici all’estero.

Tra le aziende fondatrici figuravano CGE, Ercole Marelli, Franco Tosi, Riva, Magrini, Officine Elettromeccaniche Galileo e Sadelmi. Nel corso degli anni la composizione del gruppo si evolse.

L’intuizione di Luigi de Januario fu quella di superare i limiti delle singole aziende, capaci di esportare componenti ma non sempre di assumere autonomamente la responsabilità di un intero impianto. Il GIE poteva invece presentarsi sui mercati internazionali come interlocutore unitario.

Secondo la ricostruzione biografica pubblicata da ANIMP, nei 32 anni della sua principale fase di attività il GIE ottenne circa 200 commesse in 44 Paesi, con un valore complessivo superiore a 16.000 miliardi di lire, espresso a valori 1985.

Il successo cinese del 1972 non fu dunque un caso isolato, ma una tappa della proiezione internazionale dell’industria elettromeccanica italiana.

Fonti e documenti per approfondire


 

Assoedilizia – Associazione Milanese della Proprietà Edilizia

Largo Augusto 8

20122 Milano

Tel. centralino 02.88559.1

 

 

 


Redazione Newsfood.com
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