Pierfrancesco Maiorino: la città deve crescere con giustizia sociale e case per tutti
23 Ottobre 2026
Il candidato sindaco si è presentato ufficialmente in periferia
Pierfrancesco Majorino, si è ufficialmente candidato (per ora senza coalizione) a sindaco di Milano. Majorino, dopo un video con interviste a passanti e attivisti, ha introdotto l’evento con i saluti di rito
23 ottobre 2026
A cura di ASSOEDILIZIA informa
Majorino: la città deve crescere con giustizia sociale e case per tutti
Folla strabocchevole al Teatro della Quattordicesina (molti dirottati in altre sale in collegamento), il 22 ottobre, per la presentazione di Pierfrancesco Majorino, che si è ufficialmente candidato (per ora senza coalizione) a sindaco di Milano. Majorino, dopo un video con interviste a passanti e attivisti, ha introdotto l’evento con i saluti di rito, per cedere la parola a Simonetta D’Amico.
Franco D’Alfonso (uno dei fondatori del movimento Arancione), Bruno Tabacci (ex assessore comunale al Bilancio), Claudia e Silvia Pinelli (figlie di Pino Pinelli), Anna Tognoli (figlia del sindaco Carlo) Anna Scavuzzo (Assessora alla Rigenerazione Urbana e Educazione), Gabriele Nissim (presidente di Gariwo) e il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, con molti rappresentanti dell’associazionismo milanese, hanno assistito alla serata, cui era presente Assoedilizia Informa.

D’amico ha parlato della necessità di dare dignità al Corvetto. Il futuro di Milano si misurerà con la capacità di tendere la mano a chi è rimasto indietro, ha detto D’Amico.
Tiziana Elli (assessore Municipio 9) ha chiesto di vedere una Milano in cui vivere in una casa popolare non sia uno stigma ma un valore e dove la sicurezza si faccia aggregando, mentre Marina Melloni (assessore Municipio 4) ha detto che “Quando immagino la Milano del futuro immagino una città che faccia un salto di qualità, che accolga le persone” e che il Corvetto, con le sue case popolari e i suoi spazi aperti e vivi diventi un esempio di spazio aggregativi per tutta la città.
Alessandro Campi (docente al Politecnico di Milano) ha raccontato della preoccupazione e delle paure dei cittadini stranieri sulle classi separate, “Dobbiamo scegliere quale Milano vogliamo”, ha detto Campi, che da disabile ha chiesto un impegno di tutti per tutti i disabili e dove sia possibile avere tutti gli ascensori funzionanti. Federica Pasini (imprenditrice con una sua start up) ha spiegato che Milano sia la prima città per la tecnologia e questa immagine positiva venga mantenuta, perché fa venire persone, alimenta lavoro e favorisce la diversità. Ma c’è bisogno di nuove modalità di lavoro e crescita. Serve “un’incredibile capacità di coordinamento”. Carlo, un abitante del quartiere, ha sottolineato che la campagna parta dalla periferia e che il Corvetto sia profondamente multietnico: ”Non possiamo tollerare che ci siano case popolari e del Comune che restino sfitte. E le vere violenze sono quelle ai danni dei giovani senza futuro e senza cittadinanza”.
Luca Paladini (consigliere regionale Lombardia) ha detto che vorrebbe un sindaco che non vada alla “Zanzara”, non gabelli piazze di cemento per giungle, che eviti la vendita dello stadio di San Siro, che dedichi che tolga il nome di Indro Montanelli dei giardini, che faccia tornare il Lido ai cittadini, che si ricordi che in Porta Venezia il quartiere Lgbt sta chiudendo e questo incrementa la criminalità, che faccia il Comune parte civile nei processi contro gli omofobi, che eviti la parata fascista del 29 aprile, che dica che i Cpr a Milano non debbano esistere. Per il giovane attivista Paolo Romani una Milano “da grande” deve voler dire che non va bene un sindaco che non protesta per un taglio di 250 milioni, come non va bene uno studentato che costa 800 euro al mese. E ha chiesto a Majorino di fare il sindaco che non sta con i privati ma con il pubblico.

Alessandra Kustermann (presidente dell’Associazione SVS Donna Aiuta Donna) ha chiesto a Majorino non di realizzare sogni ma solo ciò che i cittadini vogliono. “Ma non ho nulla da eccepire come Milano viene governata in questo momento” ha precisato. L’ex vice sindaco di Milano Francesca Balzani ha lodato i dieci anni di Pisapia e Sala ma dice: “Abbiamo visto andare in frantumi molte cose, tra cui che al centro del buon governo della città ci fosse una solida e lucida capacità di amministrazione”. E ha aggiunto che in città nessun investimento debba essere ragione di sfruttamento delle persone e dello spazio. Nel suo intervento Cecilia Strada (parlamentare europea S&D) ha dedicato spazio alla violenza esercitata sui giovani, all’origine della violenza esplosa nelle piazze.
Majorino ha avuto la parola per ultimo, e ha esordito affermando che da Milano deve partire “Una spinta per mandare a casa Giorgia Meloni”, confrontandosi “con questa oscena medicina che è la paura. Nelle prossime settimane lavoreremo per un progetto della città il più ampio possibile e di chiaro stampo progressista, per un cambiamento radicale delle cose. Ritengo una sciagura che ci vogliano candidati moderati per vincere” ha detto Majorino. Siamo quelli del socialismo municipale del sindaco Caldara e di Madre Cabrini, ha ricordato Majorino. Va quindi occupato lo spazio pubblico per sconfiggere la paura.
La Camera del Lavoro, ha detto Majorino, con Luca Stanzioni, ha suggerito che al centro vada l’economia della conoscenza, cioè grandi istituzioni da una parte, resistenza delle biblioteche (con la Sormani che deve restare la suo posto) e creatività dall’altra. “Qui nessuno è straniero” ha ribadito Majorino.
Milano, per Majorino, deve essere la sede italiana del’authority sull’Ai e occorre fermare il proliferare dei data center in città. Per far fronte al clima che è cambiato, entro fine mandato, va abbassata la temperatura di almeno due gradi, realizzando corridoi verdi, 13 milioni di metri quadrati di tetti rinfrescati, piscine comunali aperte “E non lo spettacolo avvilente cui abbiamo assistito questa estate”. Majorino ha promesso anche un rifugio climatico entro 300 metri da ogni casa.
Il candidato sindaco ha richiamato la necessità di un’alleanza con il settore privato “Come a Rotterdam” e ha ricordato che il trasporto pubblico chiede una sesta linea circolare di metropolitana con una legge speciale. L’amministrazione comunale deve essere in prima linea per far arrivare gli investimenti pubblici e deve pagare chi può permetterselo, soprattutto chi beneficia della flat tax: chi risulta con una soglia di reddito particolarmente alta dovrebbe pagare una speciale imposta comunale tra il 12,5% e il 15 per cento.
Sull’energia occorre uno sportello in ogni Municipio, ha spiegato Majorino, e si possono creare 32mila posti di lavoro entro il 2030 nel cantiere intelligente della transizione ecologica. “Sulla vendita di San Siro stiamo seguendo la Vas, ogni intervento deve essere compatibile con la salute dei cittadini, vigilando scrupolosamente su ogni vincolo. E non mi fido del fatto che le società di calcio abbiano a cuore l’interesse della città” ha precisato Majorino.
Occorrono subito, ha affermato, almeno 300 caseggiati popolari con le badanti di condominio.
“Dobbiamo essere la città delle istituzioni aperte che non lasciano indietro nessuno” ha precisato, spiegando che non si può più dire che la salute non sia anche compito del Comune e il sindaco ha il dovere di tutelare i suoi cittadini: “Il Comune non dispone degli ospedali ma può e deve accompagnare le persone e sostenerle”.
Affrontando il tema della casa, Majorino ha ricordato negli ultimi 15 anni gli aumenti del 40% affitti e del 50% sugli acquisti e di fronte a questi numeri e 16mila case pubbliche vuote occorre aumentare l’offerta a prezzi sostenibili, incoraggiare il cohousing e scrivere da capo un nuovo Pgt: “Difendiamoci dal ricatto dei grandi fondi, con almeno 20mila alloggi in 10 anni nel piano casa comunale (il doppio di quelli ora previsti), alimentando il mercato calmierato” e ha detto basta con lo scandalo delle case pubbliche vuote: per questo occorre innalzare gli oneri del 20%, una tassa sul cambio d’uso, trasferire alle periferie le monetizzazioni incassate al centro. Il Comune deve acquistare case e terreni e porre limiti agli Airbnb in linea con la prevista normativa Ue.
Sulla sicurezza Majorino ha detto che “Chi sbaglia paga ma una città seria arriva prima che un ragazzo arrivi a sbagliare: l’inclusione riduce il rischio dei problemi, la sicurezza si realizza con la presenza dello Stato ma anche con la cura dello spazio pubblico”. Occorrono, ha detto Majorino, cento mediatori comunali nel quartiere, un piano sicurezza per le donne, psicologi e centri antiviolenza; “I ragazzi non sono un problema ma la risposta ai problemi della città”.
Il programma per il futuro della città arriverà entro un mese, ha concluso Majorino: “Costruiamolo insieme”.
di Saverio Fossati
Foto cover:
Assoedilizia – Associazione Milanese della Proprietà Edilizia
Largo Augusto 8
20122 Milano
Tel. centralino 02.88559.1
Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE







