Giappone, gli ambientalisti accusano: carne di balena venduta illegalmente

Giappone, gli ambientalisti accusano: carne di balena venduta illegalmente

C è in atto in un traffico illegale di carne di balena, che parte dal Giappone per rifornire ristoranti degli Stati Uniti e della Corea del Sud.

L’accusa proviene da un gruppo di ambientalisti che, grazie al lavoro di scienziati ed altri esperti, ritiene di avere abbastanza prove per descrivere la situazione.

Secondo l’inchiesta, i trafficanti sfruttano la fragilità dei trattati internazionali.

Il Giappone consente infatti la caccia alle balene, adducendo come scusa la ricerca scientifica: questo ha consentito agli organizzatori di avere una base sicura. Dal paese del Sol Levante, il
prodotto viene poi spedito all’estero, violando la Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie in via d’Estinzione del 1982.

Al fine di ottenere prove concrete, gli ambientalisti hanno prelevato la carne dalla cucina di due ristoranti-sushi, uno situato a Los Angeles e l’altro in Corea.

Le successive analisi genetiche hanno avanzato pesanti ipotesi d’illegalità. La carne di Los Angeles, può infatti appartenere ad una balenottera Boreale, catturata e messa in
vendita nel 2007. Allora, tali dati sono stati acquisiti dall’autorità giudiziaria: il proprietario ed il cuoco del ristorante sono ora sotto indagine e rischiano pesanti accuse.

Riguardo al locale coreano, gli eco-investigatori hanno effettuato due diversi prelievi (giugno e settembre 2009), per un totale di 13 porzioni di carne.

Di queste, quattro provenivano da una Balenottera minore dell’Antartico, altre quattro da una Balenottera boreale, tre da una Balenottera minore del Nord-Atlantico e infine si è risaliti
a una Balenottera comune e a un Delfino di Risso o Grampo, diffuso anche nei nostri mari. Anche in questo caso, il DNA celato nella carne appartenuta alla Balenottera comune, che può
arrivare a misurare 24 metri e a pesare tra le 50 e 80 tonnellate, è risultato compatibile con quello di un animale messo in vendita sui mercati giapponesi nel 2007.

In conclusione, gli ambientalisti ritengono come tocchi al Giappone muoversi per fermare il traffico illegale. Il governo di Tokio dovrebbe adottare una schedatura su base genetica dei cetacei
pescati. In questo modo, si individuerebbero prima eventuali commerci illeciti e si conoscerebbe con maggior precisione il numero reale degli esemplari uccisi.

Fonte: “Japanese whale meat ‘being sold in US and Korea'”, BBC News 14/04/010

Matteo Clerici

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