Germania, troppo sale nel brezel. scontro panettieri-UE

 

Fornai bavaresi in subbuglio: la Brezel, ciambella di pane intrecciata coperta di granelli di sale, è
minacciata dai progetti UE legati alla regolamentazione del sale nei cibi. La Brezel (Brezn in bavarese, o, a seconda delle regioni, detta anche laugenbrezel, pretzel, pretzl, breze)
contiene circa 15 grammi di sale ogni chilo di pasta di pane; ora, l’Unione europea studia l’eventualità di ridurre la quantità di sale a un grammo per chilo.

 Le reazioni sdegnate non si sono fatte attendere. “L’Europa è la libertà, lasciate ai
bavaresi le loro Bretzel”, ha tuonato il deputato del partito liberale Daniel Volk che in un comunicato ha profetizzato, se il progetto degli euroburocrati andasse in porto, “la morte
della Brezel tradizionale”. Di parere negativo anche la Federazione dei panettieri tedeschi, che sottolinea l’importanza, anche a livello d’immagine, della ricetta
tradizionale, cioè pane fatto con farina di frumento, malto, lievito, acqua e sale. “Solo gli additivi alimentari permetterebbero di compensare la perdita di gusto e non
sarebbe certo nell’interesse dei consumatori”, ha spiegato Matthias Wiemers, leader della Federazione intervistato dalla Sueddeutsche Zeitung (Sz), quotidiano di Monaco di Baviera: per
l’associazione, un eventuale “nuova Brezel “europeizzata sarebbe più pesante da digerire. “Il pane tedesco, di cui fa parte la Brezel, ha una lunga tradizione nel
nostro paese e merita di essere difeso”, ha rincarato Daniel Volk.

L’amata ciambella di pane, infatti, non è l’unico patrimonio dei buongustai teutonici ad essere
minacciato. In trincea, a lottare per la propria salvezza, troviamo anche il Muenchner Weisswurst, la salsiccia bianca fatta di carne di vitello di Monaco, oggetto di una disputa sul
nome.

 Ironia della sorte, di solito il Weisswurst si accompagna con la Brezel: doppio
rischio per la tavola in corso.

 

Matteo Clerici per Newsfood.com

 

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