Cipolla? si grazie di cuore

Cipolla? si grazie di cuore

 

Cuore e cipolla vanno più che d’accordo. E’ quanto emerge da uno studio italiano, pubblicato
sull’European Journal of Nutrition, segnala, infatti, che chi assume una o più porzioni di cipolla la settimana ha il 20 per cento di probabilità in meno di rischio
d’infarto rispetto ad un non-consumatore.

I ricercatori hanno analizzato 760 persone reduci da un attacco cardiaco e 268 soggetti, facenti parte del gruppo
di controllo. Esaminando le abitudini alimentari, con particolare attenzione al consumo di cipolla o aglio, gli studiosi hanno riscontrato capacità benefiche della cipolla nei
confronti del cuore: per attivarle, sarebbe sufficiente consumare 80 g dell’ortaggio, una cipolla di medie dimensioni in altre parole. Riguardo all’aglio, il suo consumo
regolare ha favorito una riduzione del 10 per cento del rischio d’infarto, dato però considerato non significativo dal punto di vista statistico. Suppone Carlo La Vecchia,
ricercatore dell’Università di Milano e direttore del Dipartimento di epidemiologia dell’Istituto Mario Negri di Milano e coordinatore dello studio: “E’
probabile che l’effetto benefico della cipolla sull’infarto sia legato ad un’azione antitrombotica. Verosimilmente anche l’aglio agisce in modo analogo, come
hanno suggerito in passato diversi studi condotti in Cina, dove è molto elevato il suo consumo. Noi non abbiamo evidenziato particolari benefici probabilmente per via delle
piccole quantità di aglio utilizzate nella routine nella nostra alimentazione.”

Oltre alla cipolla e all’aglio, però, La Vecchia ritiene esistano altri cibi in grado di fungere da
controllori anti-infarto: “Ci sono numerosi dati a favore di un effetto protettivo del pesce, probabilmente per l’azione benefica dei grassi omega-3 di cui è ricco.
Gli omega-3 migliorerebbero l’assetto lipidico e contemporaneamente avrebbero un effetto anti-aritmico. Ma anche una dieta ricca di frutta e verdura si è rivelata
protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari come del resto l’olio di oliva, il condimento da preferire”

 

Matteo Clerici per Newsfood.com

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