Genitori milanesi in guerra contro la refezione scolastica: “schiscetta day”

Genitori milanesi in guerra contro la refezione scolastica: “schiscetta day”

Mauro Colombo:
Milano, 28 febbraio 2010
Ci eravamo già occupati, il mese scorso, della Milano Ristorazione s.p.a, la società del Comune di Milano che eroga i servizi di refezione scolastica a 70.000 studenti
milanesi.
Ricorderete cosa era emerso circa gli ingredienti che questa società in mano pubblica e in regime di monopolio  utilizza per la preparazione dei pasti: molti alimenti sono di
provenienza estera, tra i quali spiccano mozzarella e pollo tedeschi, verdure surgelate di origine belga e pesce rigorosamente di importazione e surgelato.
Venerdì scorso, la clamorosa protesta (amplificata da un tam tam via web) di molti genitori, che a fronte delle rette raddoppiate e dei piatti giudicati scadenti, hanno deciso di mandare a
scuola i propri figli fornendo loro il pranzo al sacco.
Insomma, lo “schiscetta day”.
Tra i piatti maggiormente criticati ci sono il pesce (“inaccettabile e al gusto di cloro e ammoniaca”), la pizza (quella con la mozzarella tedesca) e le polpette.
Ma anche sulla carne i genitori avanzano non poche perplessità.
Poca fiducia viene infatti riposta nella Inalca, del gruppo Cremonini.
Certo, un’opinione ben diversa da quella del sindaco Letizia Moratti che, quando nel dicembre scorso aveva fatto una visita “a sorpresa” in una scuola milanese per assaggiare il cibo, lo aveva
definito “ottimo” (“Ottimo e abbondante”, avrebbe detto il generale Diaz nell’assaggiare il rancio delle truppe in trincea).
Alle lamentele dei genitori arrabbiati, si aggiunge l’interrogazione urgente del consigliere comunale Patrizia Quartieri.
Al Sindaco Moratti e alla Giunta, l’agguerrita esponente  di Rifondazione Comunista ha chiesto di fare chiarezza sulle spese sostenute l’anno scorso dalla Milano Ristorazione per le voci
“promozione” e “consulenze”.
Nell’interrogazione si stigmatizza un forte aumento negli esborsi per queste voci, che hanno così raggiunto la cifra di 683.166 euro, cui vanno aggiunti 88.686 euro per spese varie.
Per ora, Sindaco e Assessori competenti non si sono fatti sentire, ma pronta è invece arrivata la replica di Milano Ristorazione, che nel controbattere le motivazioni della protesta dei
genitori (definita, senza troppi giri di parole, una coda dell’appena trascorso carnevale) ha ribadito che la scelta dei fornitori (italiani ed esteri) passa, come prevede la legge, attraverso
apposite gare indette a livello comunitario, mentre sul fronte aumenti, ha precisato che solo 20.000 famiglie sono state chiamate a maggiori esborsi, a fronte del risparmio per tutte le
altre.
E visto che la campagna elettorale è appena cominciata, e che il vecchio adagio “il cliente ha sempre ragione” non è condiviso dalla Milano Ristorazione, non è difficile
immaginare che la guerra sia solo all’inizio.
Aspettiamo dunque la prossima battaglia.

Mauro Colombo per Newsfood.com

 

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