gdiet Life Plan: Il primo metodo per avere la dieta personalizzata in base all’analisi del Dna, del gusto e dello stile di vita

gdiet Life Plan: Il primo metodo per avere la dieta personalizzata in base all’analisi del Dna, del gusto e dello stile di vita

I medici lo ripetono da tempo: l’alimentazione è la miglior forma di prevenzione. I nutrizionisti non hanno dubbi: la dieta per tutti non esiste. Anche gli italiani ne sono sempre
più convinti, come dimostra una ricerca condotta da Wellcare, società di Marketing e Comunicazione specializzata nell’Healthcare.

“Oggi, si fa strada la consapevolezza che l’attenzione all’alimentazione non è solo finalizzata al dimagrimento, ma al benessere psicofisico- spiega Giovanni Borroni Ceo di Wellcare – Si
avverte il bisogno di trovare una dieta personalizzata, costruita sul proprio metabolismo, che elimini l’insicurezza sulla stabilità del peso raggiunto. C’è il desiderio di
ottimizzare gli sforzi, di avere un programma adeguato alle condizioni di vita e di lavoro, flessibile e gradevole, in modo da non essere facilmente indotti in tentazioni”.

Ben il 37% degli italiani vorrebbero perdere chili e non ci riesce (dato Censin-Coldiretti). Il segreto per avere il peso forma è questione di geni, ma anche di gusto. Lo dice la
nutrigenetica, la scienza che mette al servizio dell’alimentazione le scoperte della genetica.

Nei laboratori dell’azienda triestina g&life specializzata in nutrigenetica, in collaborazione con l’Università di Trieste, è stato
brevettato gdiet Life Plan, il primo metodo per avere la dieta personalizzata in base all’analisi del Dna, del gusto e dello stile di vita. Basta
raccogliere il campione di saliva su un tampone, valutare la sensibilità all’amaro con le apposite cartine, rispondere al questionario e spedire tutto ai laboratori di g&life. gdiet
Life Planè distribuito nelle migliori farmacie da Pool Pharma srl. L’assistenza è garantita dal team di esperti che rispondono sia al telefono sia via e-mail.

Come funziona gdiet Life Plan?

Rispondeil professor Paolo Gasparini, primario di Genetica all’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste, docente di Genetica Medica all’Università di Trieste e referente scientifico di
g&life.

“gdiet Life Planè utilizzabile facilmente da chiunque. Non occorre essere agenti di “C.S.I. Scena del crimine” per raccogliere qualche goccia di saliva
nell’apposito tampone del kit. L’analisi del campione di cellule della mucosa interna della bocca ci permette di studiare 20 geni della nutrizione. Il gruppo di geni selezionato è in
parte responsabile del metabolismo degli zuccheri, dei grassi, dell’osso e dello stile di vita. Come tutti i geni del nostro DNA presentano delle varianti, dette polimorfismi: alcuni favorevoli
alla salute, altri no. Ed è su questi ultimi che si modellano i nostri suggerimenti. Per esempio, chi ha la variante sfavorevole della grelina, un ormone che stimola l’appetito, tende ad
avere un marcato senso della fame ed è bene che preveda cinque pasti giornalieri”.

Dieta genetica contro dieta generica?

“Un recente studio della Stanford University su un campione di donne sovrappeso ha rivelato che la dieta nutrigenetica è stata più efficace di un
regime generico. In particolare, sono migliorati i valori dell’omocisteina e di glucosio nel sangue, il peso forma è rimasto stabile a lungo ed è cresciuta la motivazione a
prendersi cura di sé”.

Bastano i geni a determinare la dieta ideale?

“La predisposizione genetica è un’indicazione.gdiet Life Planha un approccio olistico alla persona, basato sulla consapevolezza scientifica dello
stretto rapporto tra psiche, comportamenti, alimentazione e salute. In particolare g&life ha lavorato su due geni responsabili delle nostre percezioni gustative. Si sa da secoli che ognuno
ha una diversa sensibilità nei confronti dell’amaro. Ma che il gusto sia legato ai geni, invece, è frutto delle ricerche più recenti nel campo della nutrigenetica. Il 30
per cento degli italiani avverte soltanto lievemente questo saporeLa maggior parte invece ha delle variazioni genetiche che li rende particolarmente sensibili all’amaro e spesso anche al
piccante. Il livello di tolleranza è stabilito con le cartine reattive fornite in gdiet Life Plan. Un giochino che rivela comportamenti a volte dannosi. I soggetti molto sensibili,
infatti,tendono a evitare cibi amarognoli come broccoli, cavoli, radicchio, rucola. La conseguenza è che rischiano carenze alimentari. Per la loro dieta è bene suggerire fonti
alternative di vitamine e sali minerali”.

Come s’interpretano i risultati del test?


“Non si tratta di genetica fai-da-te. Il cliente, una volta consegnato il servizio, non resta solo. Il nostro team di genetisti e nutrizionisti lo segue nel
tempo, sia attraverso un filo diretto (un numero di telefono e una mail) sia attraverso questionari a scadenze regolari. La dieta tiene conto delle caratteristiche individuali, quindi risulta
facile da seguire, ha maggiori probabilità di successo e garantisce un peso forma nel tempo, come testimoniano alcuni sportivi professionisti come la campionessa mondiale di spada Bianca
Del Carretto e il biker nazionale Walter Costa”.

www.glifeprogram.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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