G8: Yes we can? No Yes, we camp ! La protesta degli abruzzesi

G8: Yes we can? No Yes, we camp ! La protesta degli abruzzesi

“Yes, we camp!”, questa è la scritta, composta con grandi lettere gialle, che domina la collina di Roio, visibile dall’ autostrada, dalla caserma della Guardia di Finanza e dal
parcheggio dei giornalisti.

I manifestanti che affermano di non essere anti-g8 dicono di aver scelto tale metodo di contestazione per richiamare l’ attenzione d’ Italia sulla situazione dell’ Abruzzo post-terremoto.

A tal proposito, ecco le motivazioni di Mattia Lolli del Comitato 3e32, che vuole sottolineare come si “pensa che la ricostruzione sta procedendo liscia, che gli aquilani sono già
tornati nelle loro case e invece ‘Yes we camp’, siamo tutti accampati, a tre mesi dal sisma. la ricostruzione non è mai partita, e, sotto le tende, le persone più anziane stanno
morendo.

Vogliamo soltanto dire la nostra su un processo di ricostruzione che invece ci viene imposto dall’alto. Quello che è mancato finora è l’ascolto: vogliono far vedere che va
tutto bene, procede tutto a tempo di record, mentre finora non è successo letteralmente niente. Le nostre case stanno come stavano la notte del 6 aprile dopo il sisma, sono cioé
distrutte, e gli unici lavori che abbiamo visto procedere spediti sono quelli per l’organizzazione del G8″.

I manifestanti, riuniti in vari comitati, hanno anche distribuito volantini in inglese alla stampa internazionale per evitare strumentalizzazioni.

Inoltre, hanno reso pubblica le loro prossime iniziative: tra queste, la requisizione simbolica di alcune delle circa 5000 case sfitte che non vengono assegnate agli sfollati.

Matteo Clerici

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